6 nov 2011

DAZI e FUORI DALL'EURO

I Paesi protezionisti sono nel boom Maurizio Blondet28 Ottobre 2011 La grande depressione che ci travaglia, non è di tutti: la crescita mondiale sarà del 5% nel 2012, secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Vuol dire che ci sono Paesi che crescono. Cina, India, Russia, Brasile, Argentina. Come per caso, sono tutti Paesi che si sono sganciati dalla chiesa dogmatica liberista ed hanno adottato misure di protezione.
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Di fatto, essere tagliata fuori dai mercati finanziari internazionali su cui indebitarsi, ha obbligato l’Argentina ad equilibrare il suo commercio estero, avendo di mira l’autarchia e per evitare di dover svendere i suoi attivi ai creditori. La sua popolazione ha dovuto stringere la cinghia per due anni, ma l’abbandono della macina da mulino del debito e la svalutazione l’ha resa più competitiva.


  Cristina Kirchner

La moneta forte agganciata al dollaro rendeva più conveniente comprare le merci all’estero che produrle in casa, con dissanguamento di valuta. Il governo Kirchner ha adottato una politica industriale autoritaria, che dà i suoi frutti: prima, importava dall’estero il 96% dei telefoni cellulari. Oggi il governo ha costretto la RiM (Research in Motion, multinazionale) – se non vuol perdere il mercato argentino – a produrre e ad assemblare in Argentina i suoi Blackberry, anche se il costo del lavoro è 15 volte superiore a quello asiatico. Come? Imponendo delle quote, ossia dei limiti, a queste importazioni al 20% del mercato.

Altre misure hanno mirato a ridurre la dipendenza estera di certi settori, dagli elettrodomestici al tessile e ai giocattoli. In quest’ultimo caso, la produzione locale è passata dal 5% dei consumi nel 2003, al 30% di oggi, e il governo punta a diminuire le importazioni del 45%. Come? Con una tassazione delle importazioni, e se non basta, con puri e semplici divieti: per esempio, è oggi illegale importare le bamboline Barbie, che si dichiarano americane, ma che sono fabbricate in Cina.

Nell’Argentina d’oggi, un’impresa è considerata straniera (e quindi soggetta a quote e dazi) dal momento che il 25% del suo capitale è detenuto all’estero. A certe aziende che importano prodotti di lusso – come la Nordenwagen, che vende le Porsche – è stato imposto di sviluppare in cambio attività da esportazione (nel caso, nel settore agricolo: vino, frutta, ortaggi).

Il governo ha recentemente posto limiti all’acquisto di terre da parte di stranieri. Ciò ha colpito (occorre dirlo?) la Cina, che ha risposto con ritorsioni, ponendo una sovrattassa all’olio di soia argentino.

È un prezzo che i dirigisti argentini ritengono di poter pagare, come l’inflazione all’8% (ma era del 45% nel biennio del dopo-default) che considerano una "necessità funzionale" in vista dei vantaggi di una moneta debole, del tasso di disoccupazione che è fortemente abbassato, e di molte attività industriali che sono state ri-localizzate in patria.
(La fin de la mondialisation commence par l'Argentine)

Il Brasile, dal 2009 ad oggi, ha visto aumentare l’importazione di auto estere dal 16% al 23%. Rimedio subito trovato: ha imposto un dazio del 30% su tutti i veicoli fabbricati al di fuori del Mercosur, il mercato comune sudamericano. Altre tasse colpiscono l’elettronica di consumo, sicchè i tablets prodotti in Brasile sono di un terzo meno cari di quelli importati dall’estero. Foxconn (il gigante cinese che ha avuto qualche problema recente con i suoi dipendenti: suicidi in massa) ha annunciato che aprirà una fabbrica in Brasile per i suoi iPads.

Come l’Argentina, il Brasile ha posto severi limiti all’acquisizione di terreni agricoli nazionali, un’altra misura anti-cinese che è costata al Paese l’annullamento di 15 miliardi di dollari di investimenti nel settore. Anche l’estrazione del petrolio nazionale è sostanzialmente vietata alle multinazionali estere, alle quali si offre, al massimo, una quota di minoranza nella compagnia nazionale Petrobras.

La Cina è notoriamente un modello di protezionismo con tutti i mezzi anche sleali: approfitta dell’apertura commerciale di Europa ed USA per esportare, mentre protegge con metodi dichiarati ed impliciti i produttori nazionali. Lo fa anzitutto tenendo artificialmente sottovalutata la sua moneta (attualmente al 50% in meno rispetto all’euro) che se fosse abbandonata alle libere fluttuazioni dei mercati sarebbe oggi molto più forte – senza che, stranamente, l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che suole sorvegliare l’adesione al liberismo americano-anglosassone, imponga le multe miliardarie che commina ad altri Paesi per violazioni meno patenti al sacro libero commercio.

Quando lo Stato cinese ha deciso di sviluppare un’industria automobilistica nazionale, ha posto un dazio sull’importazione di auto estere pari al 100% del prezzo. I fabbricanti esteri sono stati così obbligati ad aprire fabbriche sul posto; il governo ha imposto loro di affiancarsi un partner locale, detentore di metà dell’impresa, ciò che ha assicurato il trasferimento delle tecnologie. Non basta: anche le parti di ricambio sono state colpite da dazi gravosissimi, onde far venire nel Paese l’intera filiera automobilistica. Ottenuto il suo scopo, Pechino ha abbassato i dazi sull’import di auto (che restano tuttavia del 35%) anche se i produttori locali ormai producono ed esportano a pieno ritmo i loro veicoli, inizialmente copie spudorate dei modelli occidentali.

Stessa tattica è stata usata per il settore ferroviario: nel 2009, quando la francese Alstom ha cominciato a lamentare la chiusura cinese per i suoi TGV che fabbricava in Cina, la Cina già esportava i suo TGV copia conforme dei supertreni francesi. Dal 2010 i produttori cinesi di telecom vincono dei contratti (anche statali) in Europa a danno dei produttori nazionali, mentre al contrario, in Cina, le autorità hanno creato un catalogo di prodotti informatici che le amministrazioni (statali e locali) sono autorizzate ad acquistare: non stupirà sapere che sono rigorosamente prodotti i cui marchi e brevetti sono stati depositati inizialmente in Cina e detenuti da una azienda cinese.

I Paesi del Sud-Est asiatico, inutile dirlo, seguono l’esempio cinese con straordinario zelo. Dovunque in quell’area, il 95% delle auto in circolazione sono nazionali, contrariamente a quel che si vede in Europa ed USA. Hanno capito l’ovvio: ossia che se avessero aperto anarchicamente i loro mercati interni alle merci estere, non avrebbero mai potuto costruire una forte industria; come già insegnava il tedesco Friedrich List (il creatore dell’economia politica) un’industria nascente ha bisogno di protezione per potersi sviluppare e diventare concorrenziale sui mercati mondiali.

Una lezione che l’Europa ha insegnato al mondo, e che oggi ha dimenticato a favore del dogma ultra-liberista anglosassone enunciato da Adam Smith, il grande avversario di List.

Gli esempi sudamericani sono illuminanti: là si fabbricano Blackberry e iPads che nessuno pensa più di poter costruire in Europa, visto che conviene comprarli da Cina, Taiwan, Sudcorea. Come mostrano Argentina e Brasile, è questione di volontà politica. L’Europa potrebbe imporre dall’oggi al domani delle quote su tali importazioni, obbligando i produttori stranieri desiderosi di invadere l’enorme mercato europeo, Apple, RiM o Foxconn, a far assemblare i prodotti in Europa. Dopo due decenni di de-industrializzazione, sarebbe la re-industrializzazione, e la fine dell’emorragia di posti di lavoro.

La storia dell’Argentina è interessante anche per un altro motivo, perchè somiglia a quella dell’Italia sotto il tallone dell’euro. L’Argentina aveva agganciato il suo peso al dollaro sopravvalutato, noi siamo agganciati all’euro, che è il marco tedesco: gli effetti sono simili, calo drammatico dell’export, distruzione della possibilità di crescita, disoccupazione e (nonostante gli sforzi del succhia-sangue Equitalia) prossima riduzione dell’introito fiscale, conseguenza inevitabile della recessione e della perdita di reddito: dunque necessità di tagli alle spese sociali, come raccomandato dai Draghi e dai mostri eurocratico-liberisti.

Quando l’Argentina nel 2001 ha ripudiato il debito, il PIl è caduto di colpo del 10% a causa del panico finanziario conseguente. Ma si deve sapere che prima, quando la sua moneta agganciata al dollaro era forte, il PIL era già calato di un altro 10% dal 1998 al 2001. Il tasso di disoccupazione è sceso dall’orribile 23% del 2002, all’attuale 7%. E la crescita, dopo la svalutaziuone del 72% abbiamo visto, è sull’8%.

Si noti che da allora, ossia da circa dieci anni, l’Argentina non ha più chiesto un dollaro in prestito ai mercati finanziari internazionali. È una scelta politica, che ricalca quella della Russia di Putin di qualche anno fa (oggi la Russia è scelto di tornare sui mercati, perchè è sicura di sè e sta accumulando oro fisico a man bassa nella sua Banca Centrale).

In generale, tutti i Paesi che sono in crescita adottano misure protezioniste; tutti i Paesi in crisi, Europa ed USA, adottano il liberismo (gli USA molto parzialmente sull’agricolura). Una classe politica responsabile e patriottica ne trarrebbe le conseguenze.

È l’euro, troppo forte, che ha fatto aumentare la disoccupazione in Italia, Spagna e Portogallo e Grecia, costringendo le industrie a delocalizzare (o a chiudere). È il servizio del nostro immane debito pubblico a strangolarci, con l’esborso di 90 miliardi di euro l’anno in interessi da pagare agli stranieri.

Credere che svendere il patrimonio pubblico sia la soluzione, è un miope errore, favorito dai suggeritori e dai complici (Draghi & Mostri) della finanza anglo-americana: se una famiglia non torna a guadagnare, la svendita dei gioielli di famiglia una tantum non risolve il problema, perchè esso si presenterà di qui a un anno. E non avremo più gioielli da vendere. E per crescere, bisogna che l’euro svaluti. O bisogna uscire dall’euro. O almeno minacciarlo.

E invece che facciamo?

L’accordo europeo non funzionerà.

Abbiamo accettato, con la lettera di Berlusconi, di tagliare, tagliare, tagliare, diventare più austeri, più flessibili... Nel quadro del cosiddetto accordo raggiunto da Sarkozy-Merkel, che ce lo impongono per il bene delle loro banche demenzialmente esposte.


  
Dopo questo accordo, le Borse hanno brindato salendo alle stelle, le banche hanno visto risalire le loro azioni a livelli stellari. Hanno brindato alla notizia che il FSEF (il cosiddetto fondo salva-Stati) è stato aumentato da 440 miliardi a 1.000 miliardi. Hanno ragione a brindare: per la speculazione, sono soldi che essa divorerà nei prossimi mesi, dopo di che tutto il problema tornerà come prima. Per le banche, il brindisi è dovuto alla loro ricapitalizzazione con soldi pubblici, 110 miliardi. I loro interessi sono stati protetti. I nostri no.

L’accordo non ha affrontato alcuno dei problemi strutturali che ci travagliano, ossia la crisi d’insolvenza e di contagio della zona euro. Vediamo perchè.

Le banche creditrici, così strombazzano i media, dovranno accettare un taglio del 50% sul debito greco, alleggerendo di altrettanto la povera Grecia. La cosa è diversa: sono sì tagliati della metà i crediti, ma quelli delle sole banche, non i prestiti avuti dalla BCE: un taglio di 100 miliardi e non di 180. Per la Grecia, l’allegggerimento è del 27,8%, non del 50% sul debito. Il debito greco sarà ridotto... al 120% del PIL.

Si è deciso che la Grecia è in grado di servire un debito così benignamente ridotto? E sia: pagherà, pagherà, servirà il debito, cioè restituirà il capitale e i suoi interessi (che sono saliti a livelli fantascientifici) e continuerà a pagare fino all’implosione sociale... Questo sarebbe il salvataggio della Grecia.

Il Fondo salva-Stati (cosiddetto: sarebbe il Fondo salva-banche) si trasforma in un fondo di garanzia: dei suoi teorici 440 miliardi, 200 saranno destinati a garantire il 20% dei nuovi debiti che contrarranno i Paesi in difficoltà, i PIIGS. È da qui che nasce il preteso aumento a mille miliardi strombazzato dai media.

Si tratta in realtà di un aumento della capacità di nuovo indebitamento (200 diviso 0,2), che è una follia: curare l’eccesso di debito con altro debito, e che naturalmente non basterà: lo stesso Barroso ha valutato che occorrevano 2.200 miliardi di euro per creare una paratia anti-speculativa per Grecia, Spagna e Portogallo. La speculazione internazionale avrà una garanzia parziale sul nuovo debito italiano, il che non le impedirà di continuare a pretendere il 6% (il doppio dei tedeschi) sui BTP decennali, esattamente come prima: soldi che divorerà come prima e più di prima, finchè il Fondo non si esaurirà.

La ricapitalizzazione delle banche: 110 miliardi. È insufficente; la stessa EBA, Agenzia Bancaria Europea, valuta il bisogno in 147 miliardi, e senza contare le norme strette di Basilea II, che aumentano l’obbligo di riserva dal 7% al 9% da giugno 2012. Ciò significa che le banche continueranno a negare il credito o a darlo col contagocce, perpetuando e aggravando il credit crunch che sta inabissando nella recessione l’intera Europa. È la conseguenza del fatto che l’emissione di moneta, invece che agli Stati, è stata demandate alle banche e al libero gioco del mercato. (A proposito: siete sicuri che il valore del vostro immobile, la prima o seconda casa, sia ancora quello del boom? Senza mutui facili, la vendita è resa impossibile; senza i mutui bancari, il mattone non è più l’investimento sicuro, liquidabile a piacere, in crescita continua...).
(Sapir: l'accord signé ne fait que prolonger l'agonie de l'euro)

Inoltre, l’accordo Merkozy fa un patetico appello ai Paesi emergenti, Russia, Cina, Brasile, perchè contribuiscano al nostro salvatagggio. La Cina lo farà (Russia e Brasile no) il che significa che l’Europa si priva di ogni margine di manovra rispetto a Pechino: si vieta in anticipo ogni tentativo protezionista (l’ha notato persino Cohn Bendit) e si dichiara a gambe aperte un mercato-prostituta per le merci cinesi, un puro mercato sempre più de-industrializzato, con sempre meno posti di lavoro qualificati.

L’indipendenza d’Europa è resa impossibile anticipatamente, come forse volevano i britannici e gli americani. Ray Dalio, un commentatore principe del Financial Times, il 24 ottobre scorso ha scritto che l’attuale situazione sociale di frustrazione e di rabbia contro la palese impotenza dei governi europei è "lo stesso clima per cui nel 1933 fu eletto Hitler". Quel mostro che abolì la mediazione dei cambiavalute nel commercio internazionale attuando il baratto su scala globale, e che rese la Germania l’unico Paese a pieno impiego nel gelo della Depressione 1929-39. Un rischio che i brit-americani non vogliono più correre.
(Risk on the rise as political leaders give in to mob rule)

A cosa serve dunque l’accordo, se condanna comunque la Grecia a pagare il debito, se mantiene l’euro troppo forte, il nostro indebitamento ad interessi passivi troppo alto e ci mette in mano alla Cina come mero mercato?

Serve a guadagnare sei mesi di tempo. Tanti quanti ne occorrono a Sarkozy per non presentarsi alle presidenziali del 2012 con l’aura dell’uomo che ha provocato il disastro, tanti quanti ne occorrono alla Merkel, tanti quanti ne occorrono a Berlusconi. Tutte elezioni e votazioni che avverranno nel 2012.

L’agonia dell’euro è prolungata fino ad allora. Poi, dovrà vedersela la prossima classe dirigente, cosiddetta.


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Uscire dall'EURO prima che sia troppo tardi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

4 nov 2011

MONEY..

SOLDI ..SOLDi..SOLdi..SOldi..Soldi..soldi..ovvero "MONEY..."

Quando non avete alcun carbone nella stufa e si congela d'inverno
E vi maledicono al vento a tuo destino
Quando non hai le scarpe ai piedi, il cappotto è sottile come carta
E si guarda £ 30 sottopeso
Quando si va per avere un consiglio da parte del parroco poco grasso
Vi dirà di amare sempre più
Ma quando la fame arriva un rap, rat-a-tat, rat-a-tat alla finestra
Vedere il nostro amore vola fuori dalla porta

Il denaro fa girare il mondo, il mondo che passa di tutto il mondo
Il denaro fa girare il mondo, il suono tintinnio tintinnio di
Soldi-soldi, soldi, soldi, soldi, soldi, soldi, soldi
Ottenere un po ', avere un po', soldi soldi, soldi, soldi
Un marco, uno yen, un dollaro o una sterlina,
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Direi che sia attuale...non cantata da questi due Grandi Attori  ..ma da una 
platea di usurai definita...FMI::BCE:::FED:: et soci... confluiti nel
fondo salva stati (pardon) SALVA BANCHE.. (Francesi in particolare e poi Tedesche, Belghe,Inglesi)

LA VITTORIA



....mio nonno era tra quei soldati in trincea......1897 Cavaliere di Vittorio Veneto.

28 ott 2011

23 ott 2011

Dunque... come ho già anticipato alcuni giorni fa a Gio, mi sono incaponito a voler impiantare un blog tutto mio, dove non ci fossero admin e ostacoli vari a gestire il blog in mia vece. Di certo non sarò un webmaster professionale ne lo diventerò mai ma a me piace anche imparare da quello che faccio e a 60, anni ormai quasi compiuti, non mi riesce proprio di accondiscendere ad essere preso per mano come uno scolaretto.
Da tempo ormai ero in cerca di uno spazio dove poter esprimere la mia "creatività" ma non è facile orientarsi nel mondo dell'hosting nel quale, tra abbreviazioni, inglesismi ed acronimi un neofita, per giunta neppure in tenera età, rischia sinceramente la depressione più cupa. E' così che, come in molte altre occasioni della mia vita, ho concluso che l'unica maniera per venirne fuori sarebbe stata quella di buttarsi e provare; in fondo, avevo fatto così anche quando, intorno ai 18 anni, dopo profonde intime dissertazioni sulle proprietà delle leggi fisiche sui fluidi, decretai che era giunto il momento delle verifiche empiriche. In realtà, Archimede aveva ragione ed io approdai, diversi minuti dopo, sul promontorio che prima osservavo dall'opposta estremità dell'imboccatura del porto.
Ho trovato un host che, a prima vista, sembrava fare al caso mio e ci ho installato Wordpress per configurare il nuovo blog. Con non poca fatica ho trovato un tema che necessita di qualche aggiustamento nella grafica ma, cosa che ritengo essenziale, offre una ampie possibilità di personalizzazioni. L'offerta dell'host è tra le migliori che ho visto circolare ma, me ne sono reso conto mano mano, non comprende nemmeno un account email. Dapprima pensai che potesse essere una questione marginale ma, cammin facendo, mi sono reso conto che questa carenza comporta problemi  non indifferenti. Assodato che la mancanza di un account sul blog complica le comunicazioni tra gli scritti, diventa problematico, se non impossibile, gestire gli account del blog e la protezione dallo spam. Senza contare che l'importazione dei blog esterni, a questo punto, si potrebbe eseguire solo manualmente attraverso il "copia-incolla". Voglio vedere a fare il copia-incolla di centinaia o migliaia di post... Per questo motivo, sono tornato a guardarmi intorno e, devo riconoscerlo, questa volta con molte idee più chiare di prima. Ho trovato l'host icxx6.com che, a quanto posso notare dalla grafica del software, condivide i server con byethost ma, a differenza di quest'ultimo, in cambio di una offerta più contenuta sullo spazio disponibile per il data base, concede molta più banda e, soprattutto, prevede anche l'account di posta. Purtroppo impone anche un limite agli accessi mensili e questo potrebbe diventare un problema qualora il blog prendesse a funzionare ma, nel momento in cui il blog funzionasse, c'è da dire che non sarebbe poi un problema spendere un centinaio di euro all'anno per fare un upgrade del pacchetto sottoscritto.
Per tutti questi motivi, non ho ancora diramato inviti all'iscrizione e neanche ho iniziato a scrivere sul blog. Molto tempo ho inoltre impiegato ad installare WP: dapprima perché manco sapevo come fare a installare il database, poi perché ho avuto la pessima idea di installare la versione italiana di WP che, (anche questo l'ho scoperto cammin facendo) è ferma a versioni vecchie pur riportando la numerazione di versione ufficiale più recente. Questo mi ha creato non pochi casini con i plugin (la maggior parte non funzionavano) e per ben due volte ho dovuto avviare ex-novo l'installazione di WP. Ora sto dando un'occhiata alla questione dei backup (potrei utilizzare l'attuale host) e alla comunicazione SSL: sugli host gratuiti è difficile che siano disponibili questi protocolli di sicurezza ma intanto ho trovato un sito della Start.com che emette certificati SSL aggratissss... Nel caso, questa soluzione eliminerebbe il punto debole della trasmissione in chiaro. In ogni caso si tratta di una esperienza complessivamente interessante; ancor più interessante sarà se riuscirò a portarla avanti evitando le insidie di spammer, sabotatori o quant'altro infesta la rete.
Ovvio che, non appena reputerò il tutto gestibile, sarete tutti invitati ad iscrivervi.

O-pla ....siamo quà

Dunca partiamo da lontano.. lera il marzo /aprile quando si decise di bombardare la libia..( e si anca i missili hanno una data de scadensa..) e giù missili da tutte le parti..danni collaterali a parte (diciamo un migliaio di poveri cristi che non centravano nada.)  i prodi aviatori alleati si sono allenati  a far saltare di tutto...in tutta sicurezza ..meglio che timbrare un cartellino.. vuoi mettere... ti alzi al mattino,fai/pipì/doccia/ colazione/ecc. e poi per sgranchirti nu poco sali su un mezzo veloce.. e ti fai un giretto sul mare..na mezz'oretta.. e via scarichi un paio di missili e torni a casa per pranzo..come lavoro non è male ,pure ben pagato.Va ricordato che il gheddy NON era l'obiettivo..ma  guarda caso l'altro giorno le coscie sono cambiate...visto che mister G pare ne avesse bastansa dei suoi concittadini...sto mona che ti combina? sale in macchina con qualche amico  ( il grano compra amici da tutte le parti..) e via verso lidi più ospitali..e pucaso in zona vi erano dos droni Usa..Vuoi mica lasciarlo andare via cosi.? Giammai  e via ai missili.. per essere sicuri di beccarlo sono intervenuti anche i nostri cuginetti d'oltrealpi... Ora chiedono perché sia morto ..quando uno assomiglia a Giano  ..puoi aspettari di tutto..Ora aspettiamoci una guerra civile tra i vincitori..la possibilità e data al50% dagli scommettitori...Andrebbe ricordato che il tiranno garantiva al popolo oppresso ,cibo ad un prezzo politico, istruzione gratuita,benzina quasi gratis, ed un appannaggio alle famiglie più numerose..inoltre su  sei milioni di libici gli immigrati (lavoratori) erano 4 milioni circa..tutti trombati dalla rivoluzione...Ora i vincitori hanno ; infrastutture distrutte,morti a iosa, danni calcolabili in miliardi di euro..ed un tiranno in meno..azzo che bello scambio...a si dimenticavo ..ora sono liberi...di pagare i nostri missili.. ed i costi della ristrutturazione...Intanto in Siria a nessuno frega nada che si continui ad uccidere..Potenza del petrolio..

16 ott 2011

Decalogo di quello che NON bisogna fare

Ho trovato questo decalogo :

1) Incapacità di scegliere. Molti non sanno che variabili guardare per scegliere il miglior titolo, finendo quindi per comprare titoli della serie “non val la pena di parlarne agli amici”….che non hanno nulla a che vedere con i titoli trainanti.
2) Comprare in controtendenza. Un buon metodo per ottenere pessimi risultati e’ quello di acquistare quando i prezzi declinano, nella convinzione che a prezzi piu’ bassi il titolo e’ piu’ conveniente….
3) La micidiale “media prezzi”. Ancora peggio e’ quando l’investitore si convince a seguire la micidiale tecnica della “media prezzi”; non solo perde sul primo acquisto, ma finisce per perdere anche sul secondo…sul terzo…..e cosi’ via.
4) La trappola dei titoli a basso prezzo. Non pochi investitori preferiscono acquistare 100.000 titoli a 1 euro che 10 a 100 euro; finiscono cosi’ per scegliere quasi sempre titoli di bassa qualita’ soggetti ad elevatissima volatilita’. Una componente fondamentale e’ il gradimento degli investitori istituzionali.
5) La fretta dei novizi. Chi si affaccia per la prima volta al mercato ha spesso fretta di guadagnare e poca voglia di faticare. Il risultato e’ sempre lo stesso: grandi perdite in poco tempo.
6) Le dritte di borsa. La convinzione piu’ comune in assoluto e’ che in borsa guadagna chi ha le “dritte” giuste; peccato che in realta’ chi ha tali dritte si guardi bene dal comunicarle, e che alla fine quello che giunge all’orecchio dell’investitore e’ l’opposto della realta’.
7) I dividendi. Molti scelgono titoli con forti dividendi dimenticando che l’importante per un’azienda e’ il profitto e non quello che paga ai suoi azionisti; i bassi p/e non sono una variabile a se’ stante: spesso dimostrano che la societa’ non vale poi tanto.
8) Titoli famosi. I titoli con un nome piu’ conosciuto sono spesso i favoriti; la gente dimentica che il nome non e’ sinonimo di qualita’, e soprattutto non garantisce la crescita dei prezzi di borsa.
9) Mancanza di supporto informativo. Pochi investitori riescono a trovare fonti di informazioni valide, e a volte non per colpa loro. Il proprio consulente va selezionato attentamente e giudicato con criterio.
10) E’ salito troppo. Il 98% degli investitori rifiuta di entrare su un titolo che ha gia’ fatto molta strada; le statistiche dimostrano che sono proprio questi titoli ad avere piu’ chance di successo in assoluto.
11) La loss trap. Si definisce loss trap tenere i titoli che perdono. Il titolo perde troppo per poterlo liquidare.
12) Quick profit. In opposto alla tecnica precedente, gli investitori liquidano in fretta quando realizzano guadagni minori. Si trovano cosi’ con profitti risicati e perdite ingenti, per aver seguito in maniera esattamente inversa la regola d’oro per far performance:” taglia le perdite e fai correre i profitti”.
13) La paura dei costi. Le commissioni di intermediazione sono spesso viste nell’ottica sbagliata dagli investitori; la domanda che una persona dovrebbe porsi e’: ” compro questo titolo perche credo che salga del 3-4% o perche’ penso abbia spazio di crescita?” Nel primo caso e’ folle correre un rischio, nel secondo i costi sono irrisori rispetto al potenziale.
14) Il fascino delle operazioni a premio. I premi attirano spesso una larga fascia di investitori che si convincono di limitare il rischio per il semplice fatto di conoscere quanto perdono. Non realizzano che rischiano il 100% del capitale che investono ed inseriscono una variabile (tempo) che rende difficile l’operazione.
15) La mancanza di un piano. La maggior parte degli investitori manca di un piano di investimento che li aiuti nelle proprie scelte. Finiscono per adottare tecniche diverse di volta in volta, e sempre piu’ confuse.
16) Favoritismi. Non si sa perche’, ma molti hanno i loro titoli favoriti, sui quali insistono anche quando l’andamento della quotazione non e’ favorevole; questa trappola psicologica non aiuta a realizzare performance in un settore dove la freddezza e l’imparzialita’ sono tutto.
17) Notizie cruciali. Delle tante notizie che si sentono nei giornali sui vari titoli, poche sono veramente cruciali. Eppure sono in molti quelli che operano in base alle varie news che riportano i mass media. Le statistiche dimostrano che aumenti di capitale, split, annunci di dividendi etc sono meno importanti di quanto si pensi.

11 ott 2011

FTSE MIB

Continua la salita....se domani passiamo 16350 si aprono cieli blu sino a 17500 circa.

Qualcuno parla già di 19000 nel breve....mah. Un passo alla volta, perchè chi glielo dice ai greci che i soldi non ci sono ?

6 ott 2011

FTSE MIB

Sull'orario, ci sarebbe questo gap da chiudere .....


perchè non crederci ?

5 ott 2011

S P 500

Su I.O. - rindomenceslao - la vedrebbe così :


entro il 14 novembre - 2 giorni + 2 -

28 set 2011

SENZA PAROLE

Leggendo a dx ed a sx ho trovato questo interessante articolo che naturalmente sarà sfuggito alla maggior parte degli Italiani. E nessun TG ne ha parlato.

"DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.inf

Spero di aver frainteso gli articoli a pag. 6 di MF (www.milanofinanza.it) di oggi – articoli invero assai poco chiari. Se così non è, si tratta di questo: Monorchio e Salerno-Aletta propongono, e i partiti mostrano trasversale interesse, di ridurre il debito pubblico del 40% in 20 anni e di rifinanziare l’economia come segue:

1)”Prestito forzoso” garantito con ipoteca sul 50% del valore non già ipotecato degli immobili dei cittadini; destinato a dare liqudità ad un “fondo” in cui mettere tutti gli immobili vendibili dello stato (attesi 700 miliardi in 20 anni), da usare per ridurre il debito pubblico – cioè comperare titoli del tesoro;

2)Altro prestito forzoso per il 10% del valore degli immobili dei cittadini, che dovrebbero comperare obbligazioni collocate da bance locali per finanziare pmi;

3)Pagamento dei debiti della pa verso i suoi fornitori italiani da farsi, per una quota da stabilirsi, non in denaro ma in bond ventennali, con ammortamento al 5% annuo e tasso legato all’Euribor sul residuo capitale, non vendibili ma utilizzabili come garanzia per ottenere credito (attesi 200 miliardi in 20 anni – e, aggiungo io, una marea di delocalizzazioni e di ricorsi per discriminazione contro i residenti in Italia).

Questo progetto sposa gli interessi della partitocrazia con quelli di Parigi e Berlino. Infatti i politici si ritroveranno con molto denaro fresco da “gestire”, molti finanziamenti da “concedere”, molti beni pubblici da “vendere”. E francesi e tedeschi si liberano dei pericolosi titoli del debito pubblico italiani che hanno nelle loro banche e nei loro fondi, a spese dei risparmiatori italiani.

I paesi euroforti hanno capito che la classe politica italiana è tale che non potrà mai gestire virtuosamente il paese, non potrà mai risanare il suo debito pubblico, che essa ha creato e continua ad espandere per sostenersi.

Quindi, se vogliono tenersi l’Italia nell’Euro almeno finché non avrà pagato i suoi bond detenuti dai paesi euroforti, questi ultimi, non potendo eliminare la classe politica italiana, dovranno venire a un accordfo con essa. L’accordo perfetto sembra proprio quello che spero che Monorchio e Aletta non stiano proponendo: sfruttando l’emergenza, i politici italiani, la partitocrazia, si prendono il valore del “mattone” dei cittadini, i loro risparmi, e li usano in parte per liberare i “superiori” franco-tedeschi dai bonds italiani, e il resto per i loro soliti business.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=662
27.09.2011"

24 set 2011

Timone a Dritta - Avanti a tutta forza

Interessante questo articolo :

L’analisi di Credit Suisse parte dalle voci di un imminente default della Grecia. Colpa del mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dalla troika composta da Commissione Ue, Bce e Fondo monetario internazionale (Fmi). Ormai è solo questione di tempo. Il rollover del debito ellenico, coordinato dall’Institute of international finance (Iif), ha raggiunto solo ora l’80%, mentre doveva essere a quota 90% a inizio settembre. E sebbene la prossima tranche di aiuti finanziari del bailout da 110 miliardi di euro varato nel maggio 2010 sarà probabilmente erogata, ancora non v’è certezza sul secondo piano di salvataggio deciso durante il Consiglio europeo del 21 luglio scorso. Infatti oggi la banca tedesca Deutsche Bank ha allarmato gli investitori delle possibili svalutazioni sui bond ellenici, che potrebbero superare il 21% stimato in luglio.
Il focus della banca svizzera si porta poi sulle alternative a un collasso dell’euro. In questo caso ci sono tre possibilità. La prima è che la Grecia lasci l’eurozona, provocando un parziale break-up. In questo caso, considerato ormai dalla comunità internazionale il più verosimile, le perdite potrebbero impattare su tutte le banche che detengono obbligazioni elleniche in modo significativo. Non è possibile tuttavia calcolare al meglio quanto potrebbero essere le svalutazioni da ascrivere a bilancio per gli istituti bancari mondiali.
La seconda soluzione è la creazione di un euro «a due velocità». Da un lato Germania, Austria, Olanda e Lussemburgo. Dall’altro troveremmo la Francia a guidare Italia, Belgio, Spagna e tutti gli altri. Del resto, ricorda Credit Suisse c’è un precedente storico. Fra il 1865 e il 1927 si era formata l’Unione monetaria latina, un tentativo di armonizzazione delle valute di tra Francia, Belgio, Italia e Svizzera. Nel caso di un spaccatura in due, tuttavia, ci sarebbe un vero e proprio blocco, come spiega Credit Suisse: congelamento dei depositi, guerra commerciale, enorme contrazione del mercato dei prestiti bancari. In pratica, qualcosa di molto simile a periodo dopo il fallimento di Lehman Brothers.
Infine, c’è l’opzione considerata «più interessante» dagli analisti del colosso bancario elvetico, l’uscita volontaria dell’Italia dalla zona euro. Sebbene sia considerata come un caso di studio, i vantaggi per Roma non sarebbero pochi. La base industriale italiana è considerata positivamente da Credit Suisse, come anche l’avanzo primario che attualmente sta producendo l’Italia. Il problema maggiore è legato al carattere dell’economia italiana, prevalentemente esportatrice di beni. Se Roma decidesse volontariamente di uscire dall’euro, è probabile che il resto dell’Europa periferica potrebbe finire sotto i colpi di «una imponente pressione deflazionaria», spiega Credit Suisse. Ma non solo. Data l’importanza politica dell’Italia nel progetto di formazione europea, è difficile pensare non ci possano essere altre nazioni della periferia a non optare per la stessa soluzione.
Rimane il problema di fondo. I trattati europei attualmente non permettono un’uscita dall’eurozona. Il Trattato di Lisbona, all’articolo 50, disciplina la secessione dall’Unione europea, ma non dalla moneta unica, la cui adesione è irrevocabile. Non è un caso che il cancelliere Angela Merkel stia spingendo sull’acceleratore per porre delle modifiche ai trattati, in grado anche di garantire una via d’uscita dall’euro. A fare lo stesso ci hanno pensato anche il primo ministro olandese Mark Rutte e il suo ministro delle Finanze Jan Kees de Jager, che due settimane fa hanno scritto una lunga missiva al Financial Times. Nella lettera si proponeva un alto commissario Ue al Budget, con poteri sanzionatori in caso di poca virtuosità di bilancio. E la sanzione estrema ipotizzata era proprio l’espulsione dall’eurozona.
«Il rischio maggiore è che un partito politico in Italia invochi l’uscita dall’euro». Credit Suisse torna a parlare di crisi dell’eurozona e di Euro break-up, il collasso dell’eurosistema. Lo fa parlando dei costi, politici ed economici, ma lo fa parlando anche esplicitamente dell’Italia. «Il più interessante scenario è se l’Italia decidesse di uscire volontariamente», spiegano gli analisti della banca elvetica. Nella ricerca sono calcolate anche le possibilità di un completo collasso, dato attualmente al 10%. Le probabilità tuttavia salgono al 20% nel caso la Francia perdesse il suo rating AAA. E dati gli ultimi segnali che arrivano dalle agenzie di rating, la direzione sembra essere questa.
1.080 miliardi di euro. Questa è quanto potrebbe costare un break-up della zona euro. A patire maggiormente sarebbero le banche dei Paesi periferici che, esclusa l’Italia, potrebbero subire perdite per 630 miliardi di euro. Gli istituti di credito dell’Europa più forte (Germania, Olanda, Austria, Lussemburgo) patirebbero invece almeno 300 miliardi di euro di perdite. Ma a soffrire sarebbe anche la Banca centrale europea (Bce), con almeno 150 miliardi di euro di possibili svalutazioni da compiere. Il tutto senza considerare i costi sociali e politici dell’eventuale fallimento dell’eurozona

23 set 2011

Pensierino del Venerdì

Ho trovato questo messaggio. Ve lo riporto perchè mi piace, sì mi piace proprio questa logicità in una borsa che ha poca logica (così sembra a me)

"Dal minimo al max pre chiusura sono 620 punti.

Per un 4h sono tanti. Quindi è parito un 8h (ovvio). Anche per un 8h sono tanti. Quindi è partito un 2gg.

Ora il range di un 4gg sono 800. Siamo vicini a dire che è ripartito un 4gg.

E se è un 4gg allora è un tracy.

Ma lo vedremo lunedì. Per chi ci sarà.
Buon fine settimana."

S P & D J


22 set 2011

SP 500 altra visione

Tenete d'okkio il Dow Jones ... un ottimo punto di rimbalzo è a 10.450 circa ...


S P 500

Drena, detto anche Rekkia-san ha questa visione del mercato

La flag è rotta (pare...), ad applicare la regola base.... a ottobre 9500 per loro e 10000 o meno per noi....




Speriamo sia 'na finta, o che faccia qualche altro movimento non contemplato dagli schemi classici (l'AT non è affidabile al 100%)...

Una divergenza di volumi và valutata in base alla sua ampiezza, ed in base alla forza del movimento in atto, infatti può generare anche solo un movimento di breve termine.....


Per un ribasso del genere mi sentirei più tranquillo se ci fosse qualche divergenza settimanale...

L'errore è quello di non calibrare bene le aspettative.....

Se una divergenza (di volume o di prezzo) sia alla base di una inversione di lungo....lo si scopre sempre "dopo"....

La divergenza la si sfrutta come spunto per entrare, facendo ben attenzione ad entrare sull'effetto... e non sui presupposti.... cioè, se si verifica una divergenza, si attende lo swing del prezzo (effetto) e poi si entra... non si entra mentre il prezzo scende perche "pare" che ci sia la divergenza...

Infatti le divergenze esistono e prendono corpo solo "dopo" che i prezzi reagiscono...

La divergenza fra due minimi la si ha ad esempio allorquando i due minimi esistono, cioè deve esistere anche il secondo minimo....ed un minimo si forma solo "dopo" che i prezzi tornano a salire....

L'AT perde credibilità perchè la gente pretende di entrare "prima"... del verificarsi degli swing.... mentre l'AT serve nel durante ad "avvertirci" che si potrebbe verificare uno swing.... e poi serve ad "identificare" con buona certezza l'inversione nei suoi momenti iniziali...

Non serve a prevedere i turning point...

Pertanto possono ben coesistere anche segnali contrastanti...

Ad esempio, la divergenza di volume sul nostrano (non ancora certificata perchè manca l'evidenza della reazione)... serve a dirci che potrebbe verificarsi uno swing a breve.... ma di che entità non lo possiamo sapere...... e non possiamo quindi sapere nemmeno se dopo una breve reazione si tornerà a scendere (secondo segnale settimanale su DJ)... quante volte si verificano doppie o triple divergenze.... cene sono di esempi...

Pertanto vedi che l'AT è sempre valida.... basta prenderla per quello che è.... cioè un efficente sistema di segnaletica A BREVE, l'AT è sempre di breve.... infatti come dicevo non possiamo sapere a priori quanto durerà la reazione di una divergenza, lo si vede strada facendo sempre utilizzando l'AT per valutare la qualità dei segnali che di volta in volta si formano...

18 set 2011

I CICLI

Su I.O. ho trovato questa spiegazione dei cicli. Sinceramente ......ci ho capito poco. 
Qualcuno potrebbe spiegare meglio ?
"CI SONO SOLO 2 REGOLE CHE DETERMINANO I CICLI , ALTRIMENTI NON SI SAPREBBE NEANCHE CHE ESISTONO IN BORSA.

1)si determina un minimo o un massimo dall'incrocio delle medie di riferimento
2)i prezzi devono superare sopra o sotto la media di riferimento

lo ripeto non è che sono 2 regole cosi a caso , SONO LE REGOLE PER DETERMINARE I CICLI.
Poi io uso una bussola , quando va a nord parte un ciclo quando indica sud finisce un ciclo.MA QUESTI SONO STRUMENTI CHE USO IO PER PARADOSSO MA NON CI ENTRANO UN KAISER SU COME SI TROVANO I CICLI,chiariamo stà cosa una volta per tutte altrimenti spariamo corbellerie un giorno si e l'altro pure.
Facciamo un esempio ad oggi.
Questo è un grafico di un ciclo MENSILE del FIB ci sono 4 frecce 2 gialle e 2 verdi.
In questo momento oggi 17/9/2011 noi non possiamo dire con certezza che sia partito dal 13/9 un ciclo _Mensile perche le 2 frecce Verdi indicanti le medie non sono incrociate al rialzo come la 1° REGOLA.
I prezzi però hanno superato al rialzo frecce Gialle la media di riferimento Regola 2 , per cui quando le medie delle frecce verdi incrocieranno al rialzo sapremo X CERTO CHE AL 100% SUL MINIMO DEL 13/9 è INIZIATO UN CICLO MENSILE.
Per cui BASTA scrivere stupidagini sui cicli basate solo sulla BUSSOLA.
Ora dirò forse per la 1° volta il perchè ci si puo tradere con i cicli derivante dalle regole sopra che i piu omettono altrimenti come si fa a dire Cazzate .
ci sono sul grafico una freccia gialla segnata con A e un minimo segnato con 1. noi dalle 2 regole sappiamo che per dire al 100% che è partito un ciclo dobbiamo superare la media di riferimento e incrociare le medie qui abbiamo soltanto la 2° regola i prezzi hanno superato la media di riferimento, per cui non possiamo dire che è partito al 100% però ci indicano la strada per tradare, se i prezzi scendono sotto la freccia denominata A e le medie delle frecce verdi non riusciranno ad incrociare al rialzo bhe significa che il mensile partito dal minimo 1 non è terminatoVolete vedere il perchè determinato dalle 2 regole .Guardate le frecce rosse incrocio delle medie e superamento della media di riferimento ECCO PERCHE DETERMINO CHE SU 1 è INIZIATO AL 100% UN CICLO MENSILE.
QUESTO VALE PER TUTTI I CICLI CHE SI ESAMINANO.
a livello operativo guardando quel grafico posso dire con certezza al 100% che se scendono i prezzi sotto la freccia gialla denominata A bisogna mettersi solo SHORT , l'unica variante puo essere un pullback prima sotto la freccia A e poi di nuovo sopra , nel caso non vadano sotto è meglio non shortare per adesso POI SE QUESTO FARA PARTE DI UN CONTESTO SU CICLI SUPERIORI NON PUO SAPERLO NESSUNO , SOLO IL PADRETERNO.
Buona Domenica
p.s.
Stampatevelo perchè non lo ripeterò più e se qualcuno fà analisi cicliche senza queste regole NON FA ANALISI CICLICHE MA DI.... BUSSOLA.
Anteprime immagini allegate
Intermedio o C86-t-c475.gif 

16 set 2011

Eccoli qui "gli umanitari bombaroli"

Ho trovato questo articolo interessante :

"In Libia comincia a delinearsi lo scenario futuro inerente i contratti per lo sfruttamento delle risorse petrolifere e l’ aggiudicazione degli appalti inerenti la ricostruzione post-bellica.

Libia economia e corruzione :
Sebbene nei giorni scorsi i rappresentanti libici sollecitati dai nostri politici avevano garantito che i contratti in essere sarebbero stati confermati, oggi il governo provvisorio libico ha dichiarato che gli alleati stranieri nella guerra, avranno la priorità per quanto riguarda i futuri contratti con il paese nordafricano e ha avvisato che alcuni dei contratti esistenti saranno rivisti per motivi di corruzione.

Il presidente del Consiglio Nazionale Transitorio, ha parlato in conferenza stampa con il primo ministro britannico David Cameron e il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cui visita congiunta è stata la prima di leader occidentali dalla caduta di Gheddafi.

Abdel Jalil ha dichiarato che “come fedeli musulmani noi mostreremo apprezzamento per gli sforzi compiuti dai paesi amici e loro avranno la priorità in un quadro di trasparenza”.

Jalil ha anche spiegato che i contratti esistenti firmati con il governo di Gheddafi saranno rivisti per via della corruzione, segue il testo della dichiarazione rilasciata :
“I contratti precedenti li abbiamo rispettati, tutti i contratti legittimi. Questo comporta una revisione dei contratti contaminati da corruzione finanziaria. Come membro del precedente governo so bene che questi prezzi erano superiori a quelli utilizzati a livello globale”.

Questa dichiarazione, pur non dicendo apertamente molto, lascia sotto intendere che i contratti firmati dal regime di Gheddafi, erano gonfiati e risentivano della particolare attenzione verso gli interessi personali del colonnello e delle aziende straniere a scapito di quelli del popolo libico.

Se tanto mi dà tanto, a prescindere dalle modalità che verranno attuate per la verifica dei contratti, non si può nascondere, che la preoccupazione, per le aziende italiane che hanno forti interessi in Libia dovrebbe cominciare a salire.

Questo in virtù delle trattative passate intercorse tra Berlusconi e Gheddafi, inerenti non solo l’ aspetto istituzionale del capo del consiglio italiano, ma anche quello imprenditoriale. Aspetto, che ha portato Berlusconi ad instaurare trattative per l’ aggiudicazione dello sfruttamento delle risorse libiche, basato più sul volemose bene che non tramite trattative economico – commerciali vere e proprie.

A questi, che potrebbero sembrare solo vaneggiamenti di un povero blogger, va aggiunto un dato di fatto, domani i leader di Francia E Gran Bretagna, saranno in visita in quel di Tripoli, dove guarda caso c’è anche un esponente della diplomazia USA.

L’ agenzia di stampa che riporta tale indiscrezione, titola : Sarkozy e Cameron: I due leader europei vanno ad incassare dividendi economico-petroliferi dell’impegno politico-militare.

Libia nuovi partner economici :
Per non sapere ne leggere ne scrivere, mi sembra che non ci siano dubbi sui concetti inseriti appena sopra.

É comunque ben chiaro, che finito il conflitto, le diplomazie degli stati che credono di aver diritto di prelazione, per l’ aiuto prestato durante la “rivoluzione”, non stanno perdendo tempo e cominciano a pressare il leader del CNT, per vedersi riconoscere tramite contratti economici lo sforzo militare compiuto per “liberare” la Libia dalla tirannia di Gheddafi.

Inutile specificare come a far gola siano lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e l’ aggiudicazione di appalti per ricostruire la Libia.

I leader di Francia ed Inghilterra, andranno a raggiungere il sottosegretario agli esteri USA Jeffrey Feltman già presente sul posto.

Il Consiglio nazionale di transizione ha affermato pubblicamente che favorirà gruppi provenienti da Paesi che più hanno appoggiato la rivolta, ammiccando così – oltre che a Francia e Gb anche a Usa e Qatar.

Oltre a questi paesi, un altro posto di rilievo nelle trattative economiche della futura Libia, dovrebbe ottenerlo la Turchia grazie all’aiuto prestato ai feriti.
A tal proposito il leader del governo transitorio libico ha auspicato ritorno delle imprese turche, Ankara del resto, rimane un partner storico nell’ ambito della secolare presenza dell’ impero ottomano.

Nel frattempo gli istituti di credito – Central Bank of Libya, Libyan Foreign Bank, Libyan Investment Authority, Libyan Africa Investment Portfolio, potranno riprende l’uso di fondi e asset.

In poche parole da queste notizie, si nota come :
Nelle dichiarazioni rilasciate non venga mai citato un rappresentante italiano o l’ Italia stessa.

Non è stata spesa una parola per gli sforzi economici fatti dall’ italia nei confronti della Libia, tramite gli accordi sottoscritti tra il governo italiano e l’ Ex-governo libico, quasi a stendere un velo pietoso, su quello che è stato un passato pieno di corruzione e interessi personali.

13 set 2011

10 set 2011

Di nuovo MIB

Questa è l'ipotesi dell'amico "Gasto" su I.O.

La Gann configura un livello di 13100 circa.



e ci potrebbe anche stare, perchè il minimo del 2009 è inferiore.

Ipotizziamo di scendere ancora un 800/1000 punti da oggi.

Se prendiamo 1000 punti dall'ultimo grafico Mib e li portiamo sull'Etf LevMib, abbiamo il dato di 0,87 euro.



Ciò significa che il LevMib dovrebbe scendere ad un livello minimo di 4,76, ben sotto al minimo del 2009.

Se i punti fossero solo 800, posso ipotizzare un Lev a livello di 4,93 euro.

Bene, lunedì mi metterò a 4,99. Se mi serve bene. Altrimenti....ciccia.

Voi cosa ne pensate ?

FTSE MIB

....accantoniamo i remember che non portano nulla, guardiamo avanti perchè è il futuro che conta.
Cosa potrebbe riservare il futuro ? Grafico settimanale.
Il minimo assoluto è a 12250 circa, non lo ricordo esattamente. A 13800 circa c'è il buco da chiudere che è più scaramantico che reale.
Parecchi titoli sono quotati sotto il reale valore di bilancio. Ma c'è l'incognita degli ultimi 4 mesi di bilancio che potrebbero modificarne il valore una volta compilato il bilancio d'esercizio.
Secondo me saremo in questo limbo sino a metà ottobre. Non guardo le onde e neppure i cicli. Solo la certezza che avremo la trimestrale che conterrà i dati di 9 mesi e lì potremo capire come sono messe realmente le aziende.
Poi c'è tutto il resto, la crisi finanziaria, la recessione, le dimissioni dei pirla, le stupidate raccontate a manca ed a destra (a proposito avete letto gli attacchi portati a Bersani da Repubblica ? Lo stanno spolpando pezzettino per pezzettino. Povero diavolo. Lui e la Bindi. A CASAAAAAAAA).
Le manovre sono sempre inique per chi deve pagare. Ma stavolta mi trovo d'accordo con Napolitano. Non siamo più negli anni '70. Qui non c'è possibilità di recupero. Si andrà sempre più giù. Inutile guardare il calo di produzione, il calo di sviluppo. Siamo in recessione. Si torna indietro. Dovrebbero fare come nei grafici. il 10 settembre 1990 a quanto stavamo ? La realtà è che si arriverà lì. Quindi oggi c'è ancora oro che cola. Accantonate, se possibile accantonate, perchè sarà dura. Ma dura realmente. Io arrivo dagli anni '50 e un'idea ce l'ho. Ma per chi è nato dopo......sarà dura.

28 ago 2011

Sempre da I.O. - ludwigii la vedrebbe così :
"Una curiosità o simmetria o chiamiamolo gioco.

Siamo a 51 sedute dal 16 Giugno data in cui io faccio partire il trimestre, ora se riportiamo queste 51 sedute nel trimestre precedente, si vede dove saremmo.
Mancherebbero 2 sedute al rialzo e poi 6 o 12 di ribasso per concludere.




Da ultimo mi azzardo a fare il mago, così poi ridiamo a vedere che indovinare è impossibile.
Da altri calcoli ..... mi uscirebbe un massimo per il 29 Agosto e un minimo del trimestre per il 20 Settembre.

E il risultato finale non è male :
ciclicamente sono 2 cicli da 10 anni 1993-2003 e 2003-2013.
Le trendlines per i punti fondamentali ci passano abbastanza bene, soprattuto mi piace la trendline che passa per i minimi del 1993 e del 2003, con la costruzione fatta arriva giusta sul 2013 a quota 3100 circa.
Le altre disegnate sono parallele.
 
 
 
E c'è una cosa che mi piace particolarmente, così facendo infatti le due cadute del 2008-2009 e del 2012-1013 risultano incredibilmente uguali (i due segmenti neri).
 
 

......poverini, togliamo loro l'addizionale

In giro per I.O. ho trovato questo post. Non so se è esatto, ma se lo fosse per solo il 50%........povero monterekkiazemolo ecco perchè si lamenta dell'addizionale del 10%

- Alessandro Profumo, ex Ad di Unicredit, con un compenso di 40,6 milioni di euro, di cui 38 milioni di liquidazione;

- Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari, con 8,7 milioni, di cui 1,03 di buonuscita dalla Fiat e 7,5 come stipendio percepito dalla ’rossa’ di Maranello;

- Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli, con 6 milioni di euro, 2,4 dei quali da incassare nel corso di quest’anno;

- Cesare Geronzi, presidente Mediobanca prima e di Generali ora, con 5,02 milioni di euro totali ricevuti lo scorso anno;

- Paolo Scaroni, Ad di Eni, con 4,4 milioni di euro;

- Pier Francesco Guarguaglini, presidente e ad Finmeccanica, con 4,134 milioni di euro;

- Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, con 3,729 milioni di euro;

- Sergio Balbinot, Ad Generali, con 3,558 milioni di euro;

- Sergio Marchionne, Ad Fiat, con 3,473 milioni di euro;

- Giovanni Perissinotto, attualmente presidente del Consiglio di Sorveglianza di Generali Investments Spa, membro del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo Spa, nonché amministratore di diverse società del gruppo Generali e non appartenenti al Gruppo quali Pirelli & C.;

- Giuliano Andreali, consigliere delegato Mediaset, con 3,311 milioni di euro;

- Diego Della Valle, presidente e Ad Tod’s, con 3,033 milioni di euro;

- Franco Bernabè, ad Telecom, con 2,925 milioni di euro;

- Renato Pagliaro, presidente Mediobanca da maggio 2010, con 2,555 milioni di euro;

- Alberto Nagel, Ad Mediobanca, 2,550 milioni di euro;

- Battista Valerio, Ad Prysmian, con 2,457 milioni di euro;

- Pietro Franco Tali, Ad e vicepresidente Saipem, con 2,089 milioni di euro;

- Andrea Della Valle, Ad e copresidente Tod’s, con 2,033 milioni di euro;

- Francesco Trapani, Ad Bulgari, con 2 milioni di euro;

- Gianmario Tondato da Ruos, Ad Autogrill, con 1,839 milioni di euro;

- Gabriele Galateri di Genola, presidente Telecom, con 1,786 milioni di euro;

- Carlo Bozotti, presidente e Ad StMicroelectronics, con 1,696 milioni di euro;

- Sergio De Luca, Ad Ansaldo, con 1,545 milioni di euro;

- Giovanni Castellucci, Ad Atlantia, con 1,530 milioni di euro;

- Carlo Malacarne, Ad Snam Rete Gas, con 1,408 milioni di euro.

24 ago 2011

.......continuazione di Elliott

A)  Miglio metteva quel frattale, poi nel 2011 ne pubblico' un altro piu' corto. Entrambi con il ribasso partivano e finivano uguali. ma avevano dei turning point differenti.
Quello pubblicato li ha presi tutti fin ora, era solo differente di una settimana la parte del minimo del 24-27 giugno che io gli ho modificato sul mio excell.

Come date ho discesa fino al 12-13 settembre

Da li' attenzione, altro rimbalzo fino al 20-21

poi qualche giorno di indecisione fino al 28-29-30set

poi giu' a chiudere il movimento di ribasso fino al 21 ott e minimo assoluto il 4 o 7 novembre

Quindi prima di fare la V quasi due mesi.

C) io sinceramente non capisco di cosa stiamo parlando.
Il titolo del thread che hai aperto è :onda 5 in formazione. Stiamo parlando di questo?

Se è così mi sembra improbabile che questa onda possa durare fino al 12 o 13 settembre, non ha la classe per essere così estesa.
Fra l'altro dove dovrebbe arrivare? se scende con la velocità attuale (e ti faccio notare che le onde tendono a mantenere le velocità di discesa o salita, dovrebbe arrivare a 7000 punti. Un po troppini no?
 
In fondo quella in corso è una onda di classe minore di una 3 primary (almeno sul dax e SP500 e altri indici americani).
Io non capisco come possa essere applicabile quanto dici al conteggio che sembra man mano trasparire dalle quotazioni.
Comunque l'unica cosa è mettersi in trend e aspettare.
Se va come dici tu diventeremo straricchi

A) Allora Vacca la Troia !

Lasciamo per un attimo perdere quella qacca del FTSE MIB che si è disincronizzato dal resto degli altri mercati da un pezzo, vuoi per composizione dell'indice vuoi per le banche, ma noi ad ottobre 2009 o maggio 2011 per essere a peso con gli altri avremmo dovuto essere a 30000-35000

Poi da quando si scende ? Indicativamente dal turning point di Bradley del 30 luglio quindi accendiamo un faro su SP500 e DAX e notiamo che dopo il 30 luglio 2011 parte la onda 5 o sembrerebbe in formazione

Onda 5 di che cosa ? Quella di lungo dai massimi del 2000; tutto il periodo fine 2009 - luglio 2011 è stata una 4 con mega distribuzione

Quella attuale da fine luglio su SP500 è una 1 del nuovo movimento lungo che verrà a crearsi almeno fino al 2013 (vedi grafico sotto).

Foo Fighters una 1 puo' essere cosi' violenta e durare fino a fine ottobre - primi di novembre ???

Milano invece scende da Maggio (intaccata sicuramente dal fatto di essere nei paesi pigs prima) poi attaccata in luglio con la storia del debito. Comunque se noi facciamo peggio ed in concomitanza scendono su SP500 noi facciammo peggio + peggio, mi sembra chiaro no ?

Comunque bisogna contare dal 22 luglio - primi di agosto su SP500 e basta, quindi si scende dal primo agosto >> Milano è peggio prima + peggio e sicuramente non saranno DAX ed SP500 a sincronizzarsi a Milano

Dall' 11 maggio 2011 noi perdiamo il 33% ed SP 500 il 16%; ci siamo disincronizzati dal dopo bottom del 2009 (dove è partita la onda 4 di lungo) lo siamo tutt'ora, probabilmente lo saremo sempre e probabilmente al peggio come dice il proverbio non c'è fine ... ( Come altro esempio che non centra un qazzo con l'Italia ma solo per fare un paragone in termini di valori indice prendiamo il Nikkei , a fine anni 80 quotava 40000, vi è mai tornato ? E' entrato nell'era 20000 - 7000 oramai da 21 anni, anche Milano potrebbe entrare nell'era 10000 - 20000 allora..)
B) concordo con foo,che il minimo finale lo dovremmo avere in novembre e che questa onda e' di grado inferiore, corretto il dire che quello su cui nn ci acchiappamo sono le date spostate, ma il principio e ' quello, rimando a foo per correttezza su a breve massimo 5-6 gg intravede un rimbalzo, Tutto qua senza che ci si arrabbi, nn serve a nessuno, ci serve capire il timing di entrata migliore per tutti. Cordialita'

IN MEZZO A TUTTE QUESTE DATE ED IPOTESI, IERI ESCE QUESTO GRAFICO E COMMENTO

x me si parte in su molto forte.....

20 ago 2011

Questi prevedono una catastrofe nel breve

Sto seguendo un 3d che si basa su Elliott. Questa una loro previsione (ho cercato di correggere qualche errore di grammatica, ma non so se li ho corretti tutti)

A)
"Secondo la mia view il minimo dell' 11/08 è ipotizzabile che verrà rotto la prossima settimana presumibilmente mercoledi' con accellerazione ribassista tra giovedi' e venerdi'.

Personalmente spero in un rimbalzo sui 15000 per close odierno/open di lunedi' per riandare corto

Il mio target spazio - tempo è 12500 punti per il 12-13 settembre, quindi nel caso di rientro sui 15000 punti sarebbero 2500 punti in 3 settimane

Vorrei fare un riepilogo di quanto successo

11 maggio 22000 punti

24-27 giugno 19000 (ribasso lento durato quasi 7 settimane)

04 luglio 20500 punti (rimbalzo durato una settimana)

12 luglio mega spike a 17400 ma la data da prendere in esame è il 18 luglio a 17800, (ribasso durato 2 settimane)

Gli altri indici hanno avuto un ribasso marginale per non parlare di ritracciamento quindi Milano è quasi stata come premonitrice del crollo

18 luglio - 22 luglio da 17800 a 19900 in una settimana (quindi secondo rimbalzo di una settimana)

22 luglio 19900 - 11 agosto 14200 (altre quasi tre settimane di ribasso) >>30 luglio TURNING POINT DI BRADLEY PRESO IN PIENO SU SP500, infatti lo SP500 scende dal primo di agosto, tra il 22 luglio e il 01 agosto ha avuto solo ritracci, idem il DAX

11 agosto - 17 agosto rimbalzo inferiore alla settimana solare contando che noi il 15 eravamo anche chiusi

IPOTESI ATTUALE : rimanenza di altre tre settimane a questo movimento per chiudere tutto sui 12500 punti con saldo di quasi -10000 punti indice da maggio ovvero quasi un -50% che io identifico come un movimento di crollo

SP500 dovrebbe arrivare entro quelle date circa al 15% sotto i livelli attuali , tra 900 e 1000

I PDN compreranno ai livelli ai quali comprarono nel 2009; potrebbero poi fare un secondary test tra ottobre e novembre per essere certi che non sia rimasto nessuno sul mercato e fottere tutti"

B)
" ho ripreso il miglio che avevi impopstato l'anno scorso e direi che combacia con le tue analisi, direi solamente che agganciandomi a quello che ha detto foo figheter e conteggiando il miglio con le date da esso indicato, foo ha ragione, sempre secondo modesto parere, il dubbio se vuoi fare i conteggi e' questo : 
 
il taylor indicava la prima grossa discesa dal 27.5, siamo partiti il 06.06 con 19gg di discesa, finiti il 24.6, contandone altri 19 gg dal 25.6 approdiamo al successimo minimo del 12.7 precisissimo.
 
Ora i calcoli del miglio da te correttamente impostati suddividono i 19 gg in due sottocicli.
 
Il primo di 10 gg e il secondo da 9 gg, esempio fino ribasso 24.6 conti 10gg e arrivi al 3.7 domenica al rialzo, il 4-7 partito ribasso concluso il 12.7 e sono 9 gg. - poi se conti 19 gg dal 4.7 arrivi al 22.7 ultimo giorno del rialzo, contiamo altri 19 gg e arriviamo al minimo del 10.8, da qui conto altri 19 gg cosi suddivisi :
 
il 20.8 si chiude la prima fase che terminerà con il ribasso da te preventivato entro il 29.8
 
dal 30.8 si dovrebbe salire come dice foo x altri 10 gg fino al 7.9
 
dal 8.9 si ridiscenderebbe per altri 19 gg fino al set daily del 26-30 sett che intercetterebbe il minimo di sett,
 
dopo rimbalzo fino a meta ottobre
 
entro il 25 nov chiusura del ribasso per il 2011,
 
questo l'ho ricavato conteggiando il taylor postato da te l'anno scorso, ti chiedo una conferma.grazie andrea ".
 
Adesso aspetto la risposta di A e poi la posto. Il 3d si chiama " Onda 5 in formazione " su I.O.
 

19 ago 2011

borse nervose

Senza voler insegnare nulla a nessuno..ma questa è la mia attuale strategia (magari  la prossima settimana cambia tutto, ma flessibilità E' la parola d'ordine) le banche..personalmente guardo solo le maggiori Intesa e Unic le altre nisba...Intesa,prendiamo i risultati che in questi momenti non valgono molto...core Tier 1 al 10% a fine giugno..intenzione di mantenere il dividendo2012 in linea con l'attuale..
svalutazione sui bond Greci  assorbita..e dulcis in fondo prezzo interessante..mia proposta di acquisto inserita a 1,03..non esaudita ancora ma nessuna fretta ..aspetto..

Unic all'incirca lo stesso più 50% nel semestre ..qui la mia proposta e bassa ..offro poco 0,855...operazioni long se esaudite ..altrimenti si va alla prossima settimana..senza alcun patema. e volumi bassi poche decine di migliaia..

.short al momento non ne faccio ..dalla mail pervenutami (la sim me ama) in tempi rapidissimi ..mi si chiedie di scaricare e compilare documenti ed inviarli con sollecitudine...mi si chiede anche di aumentare l'ammontare di tali operazioni...per un miglior disbrigo... Ora dato che nessuno mi dice cosa fare   li mando a fare in K.. se un centone di commissioni al giorno per 2 settimane consecutive non gli basta vedo di limargli le unghiette..infatti questa settimana siamo a 75 euro  come  totale...
altri titoli ..ecco prudenza dovrebbe essere d'obbligo..Enel,Eni, ..sarebbero ottime se  ..i mona a Roma non volessero cavarci troppo...
Questa NON vuole essere un consiglio di acquisto per nessuno..ma  una idea di trading possibile e attuabile in tempi stretti..pochi cents e fora.te saluti..


MANOVRA BIS

Titolo: Manovra bis: liberalizzati taxi, edicole e tabacchi (Italia Oggi)
Ora: 19/08/2011 09:00
Testo:
  MILANO (MF-DJ)--Addio al numero chiuso per tabacchi, edicole, taxi e,
probabilmente, anche per le farmacie. In sostanza, per tutte quelle
attivita'' divenute monopolistiche, perche'' legate a limiti di apertura
fissati in base a distanze minime tra un esercizio economico e l''altro.
Oppure contingentati in base al bacino di utenza, cioe'' alla popolazione
interessata al servizio.
  E'' quanto prevede, scrive Italia Oggi, il decreto legge 138/2011,
contenente la manovra bis, all''articolo 3 commi otto e nove.
red/alb
(fine)
MF-DJ NEWS
1908:59 ago 2011

itolo: Economia: manovra bis ha liberalizzato orari negozi (Italia Oggi)
Ora: 19/08/2011 08:55
Testo:
  MILANO (MF-DJ)--Negozi aperti 24 ore su 24, anche di domenica, a Natale,
Capodanno e Ferragosto.
  La manovra bis, scrive Italia Oggi, ha liberalizzato gli orari di
apertura degli esercizi di vendita. A meno di un mese dalla modifica degli
orari nel settore del commercio per le attivita'' insediate nei comuni
inclusi negli elenchi regionali delle localita'' turistiche o citta''
d''arte, il Governo, con il comma 4 dell''articolo 6 del dl 138 del 13
agosto 2011 fa un ulteriore passo avanti.
red/alb
(fine)
MF-DJ NEWS
1908:54 ago 2011

18 ago 2011

LANDI

Nuovamente in crisi e pertanto appetibile per il futuro


occhio alla rottura della trend line verde

BIESSE

Un titolo da tenere sempre d'occhio. Ho dimenticato di segnalarlo quando fosse sceso sotto i 3 euro.

......e l'ha fatto.

12 ago 2011

Vendite allo scoperto

  Da oggi,le autorità di vigilanza sui mercati di Francia, Italia, Spagna e Belgio si preparano ad agire di concerto con una mossa che vieterà per due settimane le vendite allo scoperto su una serie di titoli di banche e assicurazioni.    Non sono d'accordo con te Gio per alcuni semplici motivi..intanto in Italia si possono effettuare solo con operazioni  "Vestite" Dette così per il semplice fatto che se io vado short  su un titolo qualcuno mi presta le azioni...che devo restituire entro un determinato tempo pagando la commissione...  Sulle"Nude"possiamo sorvolare( significa che i titoli non esistono proprio..) ..esse vengono utilizzate dai boss  Fondi speculativi ,Hedge   e company bella e sono vietate in Italia per la regola del T+3.. che obbliga a riconsegnare i titoli dopo 3 giorni (ma si possono tenere di più..pagando ovvio)..comunque bloccare tali operazioni può portare ad calmieramento della borsa ..almeno nei primi giorni..va ricordato inoltre che se opero da una borsa dove questa imposizione non esiste nulla mi vieta di speculare sul mercato Italico..basta passare da Londra o da NY. costa un pò di più e richiede una Sim con uffici alll'estero ( come quella che utilizzo ) . va inoltre ricordato che lo shortista  Deve chiudere la posizione..e quindi ricomprare e restituire i titoli.  tu sai che queste operazioni portano rischi in primiss per chi fa lo short ..si opera con due SL inseriti .. il tuo e quello del prestatore e se va male subentra Lui ..Gli Inglese di bloccare lo short..manco ci pensano..Quindi gli unici fregati per cosi dire siamo noi piccoli..   e poi tanto per dirla tutta  quando  piazza Affari  fece un meno 6,6%  ( un paio di giorni fa) tali vendite erano poco rilevanti ..fonte Consob.. insomma più che chiudere la stalla dopo..qui mi sa di presa in giro..Per chi muove milioni di titoli già ora opera dall'estero e continuerà a farlo se la cosa conviene ovvio....per me diventa più lungo e costoso ...

PRYSMIAN

Sotto i 10 euro ci era arrivata l'ultima volta nel giugno/luglio 2009.
In questi giorni ha chiuso 4 buchi del vecchio periodo ed il prossimo è posizionato a 9,47.
Sembra che 9,60 sia stato il tappo.
La 400 passa a 13,80. Sarebbe un colpo da 30% circa......

FIAT

4,50 di minimo. Si sarebbe dovuti entrare a testa bassa. Però l'aspettiva ormai era al ribasso, verso quella fatidica quota di 4 euro. E' lo stesso ragionamento fatto la scorsa settimana, quando la quota fatidica era posizionata a 5 euro. Ora è tardi per guadagnare "tanto". Ancora in tempo per guadagnare un 20%, perchè la 400 passa a 6 euro.

DIVIETO VENDITE SCOPERTO

Sembra che fra poche ore la Consob comunicherà l'accordo raggiunto a livello Europeo per il divieto di vendita allo scoperto dei titoli.
Ci sono commenti positivi e negativi alla decisione.

A me sembra che chiudano il recinto quando le vacche sono ormai tutte scappate.

L'avessero disposto 2 mesi orsono, non avremmo avuto questo bagno di sangue.......ma, suvvia, altrimenti come avrebbero fatto a guadagnare qualche miliarduccio ?

11 ago 2011

E ora aspettiamoci il downgrade dello Sealand

Eccomi di ritorno. Per dire il vero, da tempo avvertivo una certa stanchezza nei confronti dei blog (in senso generale) per cui li ho semplicemente disertati. A dire il vero, sto lavorando ad un mio sito ma non so quando riuscirò a pubblicarlo in versione più o meno definitiva: troppo poco tempo da dedicarci e molte conoscenze ancora da approfondire. Comunque, non sarà incentrato sulla finanza, alla quale desidero dedicarmi ora in maniera meno esclusiva, bensì al computer. La struttura generale sarebbe già pronta ma devo ancora risolvere diversi problemi connessi alle diversità semantiche dell'interprete dei vari browser. In ogni caso, non ho abbandonato la borsa e talvolta do ancora un'occhiata sui blog ed è proprio leggendo la vostra ultima disputa che, come per incanto, ritrovo l'estro per tornare a parlare di qualcosa evitando i soliti ritornelli su resistenze e supporti.
In queste ultime settimane sta accadendo qualcosa che travalica le ormai trite discussioni su destra e sinistra. Questo senza nulla voler levare al giudizio che chiunque può trarre sulla persona che ormai, da quasi un ventennio, ci spappola quotidianamente i gioielli riproduttivi con balle e ritornelli di quart'ordine. In virtù del suo immenso potere economico e mediatico, difficilmente otterremo di essere graziati anzitempo della sua squalificante presenza ma non scordiamo che, se ha potuto erigere questo orwelliano scempio del nostro paese, è perchè un sufficiente numero di cittadini, chi per interesse, chi per semplice inconsapevolezza, lo hanno fermamente voluto e sostenuto nel tempo. Per contraltare, va osservato che i suoi antagonisti politici non è che brillino per virtù, nell'etica come nella caratura politica. Prova ne sia che, se da un lato va stigmatizzato l'ultimo patetico discorso, di pochi giorni fa, del nostro "Piccolo Cesare", rivolto ai mercati, altrettanto sgomento deve ingenerare la sostanziale incapacità dell'opposizione a formulare il benché minimo progetto alternativo. In buona sostanza, siamo nella "nitta": vittime più o meno consapevoli di una classe politica, nel suo complesso inetta, impreparata, pluri pregiudicata (84 condanne e non appartengono certo ad un solo partito), sovente in conflitto di interessi, che non sa e non intende preoccuparsi di alcunché tranne che dell'oggi e di se stessi. Con un simile quadro, mi risulta sinceramente difficile immaginare che si saprà deliberare soluzioni opportune ed eque. Al più, si finirà per frugare ancora nelle solite tasche, alla ricerca di quanto necessita alla bisogna. Alcuni inequivocabili segnali già non mancano, con buona pace degli accondiscendenti compari di merende della Triplice che sicuramente abbaieranno, anche forte ma, al fine, verranno a spiegarci, ancora una volta, che "Non si poteva fare altrimenti; non ci sono alternative: ce lo impone l'Europa, la Merkel, Sarcozy". Ora Geddafi è caduto un po'in disgrazia ma, altrimenti, qualcuno sarebbe capace di tirare in ballo pure lui per spiegarci che le perdite vanno socializzate e che questo significa tartassare i più deboli e salvare i profitti dei ricchi. In fondo, senza ricorrere ai  nostri dotti bizantinismi, non è ciò che hanno rudemente detto e imposto i "Tea Party" a Obama?
Questi Tea Party, che rappresentano pur sempre una minoranza, quantunque economicamente potente, all'interno dello schieramento repubblicano, hanno tenuto in scacco il mondo intero per diverse settimane e, alla fine, hanno ottenuto quasi tutto.
Oggi, una testata, neanche una delle maggiori, con un articolo per altro quasi immediatamente abiurato, è riuscita a causare crolli giganteschi nei mercati mondiali e in quello francese in particolare. Che dire poi degli interventi delle agenzie di rating? Giudizi centellinati cronometricamente: non hai il tempo di rifiatare per lo sconquasso creato dal downgrade della Grecia ed ecco che arriva quello dell'Irlanda. Termina l'odissea con l'Irlanda e, a ruota, si susseguono, ad una ad una, senza soluzione di continuità, prima il Portogallo, poi la Spagna, quindi l'Italia, infine gli USA. Ora (pare) è nel mirino la Francia ma già sui giornali si legge che anche la Russia, nonostante il suo debito ammonti ad appena 17 miliardi, semba avere qualche problema. Che dire poi della famigerata bolla cinese che, come un Armagghedon, potrebbe esplodere in qualunque momento? Per la cronaca, oggi, qualche notizia poco rassicurante la avreste potuta leggere anche sull'India e sul Brasile. Ogni notizia pare una bomba ad orologeria che esplode secondo una sequenza ben preordinata.
In altre parole: bastano quattro tardone inacidite, un giornalista fumato o un funzionario di banca con manie di grandezza per rischiare un tracollo mondiale.
Ora, delle due una: o fino a l'altro ieri si è fatto colpevolmente finta di non vedere e questo, in una qualche misura, è più che probabile, o adesso si sta deliberatamente spargendo terrore ai quattro venti. La realtà sta probabilmente nel mezzo ma una cosa mi pare evidente: i mercati stanno precipitosamente scendendo e si tratta di una discesa controllata. Su tutti i giornali si legge intanto dello spettro del panic-selling e, ci giurerei, qualcuno sarebbe anche capace di affermare di averlo incontrato; magari di sera, in un vicolo buio e malfamato, come in una favola a metà tra il fanciullesco Lupo Cattivo e il granguignolesco Mister Hyde.
Niente di tutto questo. Chi segue il mercato ha ben modo di notare che non c'è alcun panico, per il semplice motivo che i piccoli investitori sono da tempo scomparsi: chi per sana prudenza, chi per sfinimento ma se ne sono andati. Chi opera sono esclusivamente i grossi investitori e non riesco proprio a figurarmelo un hedge found o una banca vittime del panico borsistico. Prova ne sia che i volumi, sebbene siano ultimamente aumentati, sono ancora ben lontani da quelli di tre anni fa (almeno a Milano) e che resistenze e supporti continuano a svolgere la loro funzione. Certo, si scende e ultimamente anche con una certa celerità ma i supporti vengono superati e non travolti come accadeva tre anni fa: a fine seduta il prezzo si ferma sul supporto, sovente con precisione quasi maniacale; è la notizia del giorno successivo a spegnere il rimbalzo e a portarci, dopo una giornata solitamente di estenuante attesa, sul supporto successivo. Questo non è panic-selling, tanto più in presenza di una volatilità estrema che genera plusvalenze multiple del semplice differenziale min-max.
Quando, a suo tempo, si discuteva sulla validità del rimbalzo violento che seguiva al crollo del 2009, ricordo che affermai, in più occasioni, che l'inversione di tendenza non aveva credibilità proprio a causa dei ridotti volumi di contrattazione e che probabilmente, giunti ad un certo livello, il gioco si sarebbe fermato. Avremmo vissuto quindi un periodo più o meno lungo di estenuante lateralità per poi ridiscendere. Solo a quel momento si sarebbe potuto sperare in un trend positivo e affidabile di lungo periodo perché è impensabile che i grossi investitori possano posizionarsi in un mercato asfittico e, per di più, con i prezzi già a metà strada. Se facciamo semplicemente mente locale ai fondamenti dell'AT, ci rendiamo conto che non v'è nulla di insolito in tutto questo: per definire un trend occorre la presenza di una particolare conformazione di massimi o di minimi ed una ben determinata evoluzione dei volumi; se manca uno di questi elementi, non abbiamo di fronte a noi un trend ma un'illusione.
I mercati quindi, nell'immediato futuro, continueranno probabilmente a scendere. Fino a dove? Difficile dirlo anche se, visto ormai la rottura degli ultimi importanti supporti, l'eventualità del tanto temuto double-deep non è più così tanto remota. Nel frattempo, il sistema economico mondiale pare aver tutta l'intenzione di voler sistemare le economie a spese unicamente dei ceti già ora meno abbienti; in questo senso stanno chiaramente volgendo, con la sola esclusione della piccola Islanda, le politiche degli stati europei come quella degli USA. Ecco perché, prendersela ora con il nostro "Ghe pensi mì" è inutile e fuorviante: ormai è un re nudo, al quale i poteri mondiali hanno messo il guinzaglio e noi, per aver osannato per tanti anni un simile figuro e i suoi tanti lacchè, non recupereremo tanto facilmente la nostra onorabilità di fronte al mondo. D'altro canto, i suoi antagonisti non sono poi tanto migliori,sono semplicemente meno ricchi. In ogni caso, chi lo seguirà, dovrà dar conto del suo operato non agli elettori ma alle regole della finanza che stanno rapidamente sovvertendo l'ordine mondiale. La fattoria di Orwell sta per diventare una tragica realtà.

8 ago 2011

MNovellino ovvero ma cosa andiamo afare a Possilipo se poi ci perdiamo in un tenebroso mare di agosto a dire cavolate..pardonne[..cazzate?)?

--Autoritratto---
Intanto sarebbe meglio precisare alcune cose; io e te NON ci conosciamo. Non abbiamo MAi parlato,scambiato post , trombato assieme neanche un petit bungabunga di secondo ordine con escorte di terzo gradino... o qualsiasialtra cosa,quindi vedi di moderarti.

Questo è il  post che ha provocato i tuoi rimproveri--------------

pitt: Gio, il grillo e solo capace di cavalcare l'onda,non di crearla,mi ricordo che raccolse le firme x un referendum,finite direttamente al macero dopo la deposizione e altre cosine simili,bravo ad  attaccare ma non propone soluzioni,chiacchere insomma e poi si comporta peggio degli altri,quando beccava enel per gli sprechi ,il Ceo dimostro che lui di energia ne sprecava a iosa..tutto fumo..
e rimane la mia idea se a te non piace ..frega nada.---fattene una ragione --
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ecco le tue risposte...
mrnovvellino: x pitt:ecco un altro genio che legge senza documentarsi...vedi l'utlima proposta fatta con la lettera aperta ai vertci dela polizia, a cui hanno pure risposto.(1) Non ti do altre indicazioni, tanto vedo
rnovvellino: che sei bravissimo a documenarti da sè...molto meglio il berlusca: bellissima esposizione al parlamento!!!(2) ci ride dietro mezzo mondo...comprate le mie aziende, ha detto
novvellino: in qualsiasi paese civile sarebbe finito sotto inchiesta per market abuse e aggiotaggio: ma non qui, nella repubblica delle banane
documentrati da te, non da sè...errore di battitura dovuto alla fretta di scrivere,
rnovvellino: comunque ci meritiamo la borsetta a 15.000 punti: un vero miracolo italiano il governo berlusconi (3)
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pitt: Novellino,vero mi documento poco,ma quel poco che sò è vero,come la presentazione delle firme finite al macero,(4)idem xla diatriba con l'Enel, vogliamo aggiungere la Fiat? quando davanti ai cancelli .(5).
pitt: arringava gli operai dicendo loro che costruivano stufe,non auto, posso dirti che il grillo lo conobbi almeno 30 anni fa non era ancora un politico ma pontificava sputacchiando già allora,chiudeva i
pitt: suoi spettacoli con l'offerta ad uno spettatore di restituirgli le 5mila lire dell'ingresso.e fa la stessa cosa ora.se a te piace ben venga,rispetto la tua scelta,vedi di fare altrettanto,
pitt: sulla borsa italica,affondata dal b(minuscolo) dimentichi una cosetta piccina..mi pare che tutte le altre borse siano sullo stesso piano ,nes pas?..ps NON soy un genio..
pitt: e poi chiudo qua io i politici li metterei TUTTI SOTTO TERRA prova a leggermi nel pag centrale , saluti.
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poi passi direttamente agli insulti ..bravo niente da dire sei una persona democratica  ecc..

punto 1 vero. non so nulla di quella iniziativa e non me frega nada--
punto 2  non ho visto il b. al parlamento avevo di meglio da fare  (scaccolarmi con la sinistra inferiore o destra superiore? boh arduo dilemma)

punto 3  Sulla borsa..guarda caso...su LASTAMPA di domenica (ieri)4agosto...a pag..3 si trova un articolo titolato"finanza fuori controllo,la politica non può limitarla"....e poi personalmente mi trovo benissmo a 15mila..pensa riesco ,operando su un singolo titolo ad aprire una posizione long ,prima ancora di ave chiuso uno short sul medesimo....cosa   non da ultimo della classe..se permetti..

punto 4 sulle firme finite al macero..e roba di anni fa ;4  o forse di più ma ci sono finite perchè nel frattempo la legge era stata modificata e/o cambiata..non ricordo e sinceramente   non me frega nada...
sull'Enel litigò col boss.. ma quando questo rispose tramite stampa che se tutti i gruppi famigliari composti come il suo consumassero la stessa quantita di luce .sarebbero servite altre centrali ..e the boss poteva vedere la bolletta del tuo dio.. il grillo tacque------------

 punto5..Sulla Fiat non ho parlato dei dati o altro ma di questo;l'avrai visto anche tu in televisione quando aggrediva un operaio della medesima e prendendolo per il bavero sputazzandogli in faccia gli diceva" io compro un auto e tu mi dai una stufa" Ora a parte il fatto che l'operaio costruisce quello che gli dicono di costruire..se fossi stato io  al suo posto il tuo grillo si sarebbe trovato con un ginocchio nei maroni ..e prova televisiva ..potevo dire che mi stavo diffendendo da una aggressione...quindi leggi bene prima di rispondere a vanvera..si è trattato di una provocazione becera e ipocrita...da parte del tuo candidato..utile come pubblicità..come ho scritto è bravo a cavalcare l'onda...

--come go scritto conosco da molto tempo il grillo  direi dai suoi esordi anno più o meno.. ..comico che finì per non aver più mercato in televisione ( visto che ripeteva sempre le stesse gag ,sbrodolando le prime file ) guardati qualche suo video d'antan..se non ci credi...
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Poi trovami un post in cui  io elogio il berlusca.. (post miei che parlano di politica .. 5luglio..23giugno...31maggio..19maggio..10maggio..ma cerca pure quanto vuoi..ti passo una notizia che nessuno sa; il declassamento del rating Usa E' stato deciso ad Arcore...ho le mie fonti interne una mia amica ,la cui cugina è la moglie di un fratello dell'amante del ViceGiardiniere di tale villone..il todos le stato deciso durante un yoyoparty nella seconda settimana di luglio(se non sai cosa sia the yoyoparti .sei messo maluccio)ssssilenzio e acqua in bocca neanche la nostra CIAY (Central intelligent agency iytaliga) conosce queste notizie..

Quindi  tu sei convinto che egli possa essere il messia ,ok ma rimane una tua idea  rispettabile per carità ..ma  non  condivisibile da tutti.. dove sarà il 30 settembre non è cosa che mi riguardi avrò sicuramente di meglio da fare..mingere ad esempio.. trovo che sia stimolante...oppure aleggere il corriere dei piccoli ma esiste ancora?! Incredibile  sono secoli che mi manca..

In fin dei conti tutti meritano fiducia  anche il grillo....vediamo la storia..  lenin fece in modo che i Russi avessero un uovo alla
settimana... tutti..si vabbè qualche morto ci scappò,vero ,,ma alcuni bambini poterono mangiare uova per la prima volta a 10 anni..grazie a lui..
.


Per me la cosa finisce qui. non intendo tornare sull'argomento ...tu rimani della tua idea che io mi tengo la mia.. che è poi sempre la stessa tutti i politici (attuali in pensione o futuri mi piaceranno quando emaneranno un delizioso e soave  odore di putrefazione molto  avanzata.. non sia mai detto che alcuni di loro ricompaiano come zombi.. cassarola a parlare/scrivere di zombi mi vien fame..vado a vedere se i miei mi hanno lasciato un cosciotto..na mano..un fegatino...

5 ago 2011

MIB

Ancora un paio di colpetti ......e poi tutto diventerà blu.......


Volareeeeee ohoh Cantareeeee ohohohoh

Titoli in acquisto

Scelgo qualche titolo così a caso ....c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Ucg aspetterei ancora per chiudere quel buco. Geox sotto i 3 . Intesa per rimbalzo a 1,50



3 ago 2011

Oliviero Toscani, 12 scatti al pube femminile: è polemica

Questa cosa del calendario del Toscani  me la son persa.( le di gennaio il 13 per la precisione).però..go truva questo inno alla vita a cui mi associo molto volentieri...di sicuro in caso di calata delle braghette sarei uno di quelli che ciuchinano alla porta...mica per arrestare o altro ...ma per controllare la bontà delle affermazioni citate......non trattata e biologicamente pura...
mi associo W la ^,,^   e che il sottoscritto la benedica..

1 ago 2011

Purtroppo noi non siamo ISLANDESI:::::

Ciò che è successo in Islanda è assolutamente senza precedenti, ovvero l’abbattimento dell’idea che il debito sia un’entità sovrana, in nome della quale sia sacrificabile un’intera nazione. Percio’ nessuno deve sapere il referendum islandese voluto dal Capo dello Stato Ólafur Ragnar Grímsson.
Ogni volta che ci dicono che per arginare il debito di un paese ci vogliono più tasse, beh non è vero, o quantomeno non è l’unica verità.
Lo ha dimostrato il popolo islandese che ha sconfitto le lobby economiche e i ricatti dei mercati finanziari.

Gli islandesi non hanno varato la manovra economica a spese dei cittadini per le perdite delle banche (i profitti sono privati ma i debiti nazionalizzati), niente salvataggi da parte di BCE o FMI, niente cessione della propria sovranità a nazioni straniere, ma piuttosto un percorso di riappropriazione dei diritti e della partecipazione, tramite una nuova Magna Charta Costituzionale, redatta via Internet e le sedute parlamentari, in diretta su Streaming on line................
..liberamente copiato dalla rete....
.( sito di riferimento...http://www.nondiremaivideo.com/   ) semmai noi facessimo na cosetta simile..e per noi intendo GRECI ITALICI  ESPAGNOLI... i risultati sarebbero .
.1 fallimento della Germania e Francia..maggiori detentori dei titoli  dei pigs...e relative banche..
2 Invasione militare da parte dei sudetti paesi....(cosa da non sottovalutare..ma di difficile realizzazione..vorrei vedere i governi che spiegano ai soldati  che questa guerra serve per salvare le loro banche..)
3fuoriuscita dall'area euro dei pigs..ma in questo caso l'intero castello crollerebbe, e a ruota seguirebbero tutti gli altri..in primiss quelli che detengono i nostri debiti..
4Ridimensionamento di tutta l'area euro.. con svalutazione della moneta ..crollo di alcune banche che in cassa hanno più debiti che crediti ..(vedi Germany e Inghilterra)
 Nell'ipotesi 4 ..la più probabile ..facendoci 2 conticini Noi Italici verremmo premiati...le nostre banchette sono le meno esposte e con più grano a disposizione..insomma balzeremo al primo posto e gli altri a leccarci er Kul...Ora finita la lezione di fantascienza..purtroppo NON siamo Islandesi..ci tocca aspettare il boia di turno (Usa ,Germany,BCE, fondo monetario) Comunque non sarebbe male un acquisto ponderato..un tubetto di vasellina.... così agevoliamo la fregatura...