30 apr 2021

CHE FUTURO CI ATTENDE ????

 Primo dogma: il Covid è invincibile, o quasi.

Secondo dogma: il Covid è affrontabile solo in ospedale.

Terzo: è prevenibile in un solo modo, con il vaccino.

Tre falsità elevate a legge, scolpite in tutti i decreti che inchiodano la popolazione alla genuflessione penitenziale, alla condanna perpetua.

Non isperate mai veder lo cielo, anime prave: state tutti a distanza, rintanati e muti.


A voi penseremo noi, anzi lo stiamo già facendo:

santificando il terrore a reti unificate,

facendo in modo che arriviate all’ospedale troppo tardi,

dopo esser stati abbandonati nelle vostre case in preda all’aggravarsi delle vostre condizioni,

e infine sommergendovi di dosi vaccinali presentate come salvifiche, sicure, innocue, efficacissime.



“E dacci oggi la nostra paura quotidiana”, recita il mantra della nuova religione:

si prega tutti i giorni da oltre un anno, a reti unificate, perché dal male non si venga liberati mai,

se non con la vaccinazione universale permanente, da qui all’eternità, inflitta a popolazioni 

sottomesse, disinformate, confuse e frastornate, ipnotizzate dal grande sortilegio e dai suoi riti 

untuosi, dai suoi cerimonieri che sembrano imbecilli, sembrano superstiziosi, 

ma sono solo squallidi bugiardi.


La morte lenta procede come da programma, solo con qualche inevitabile variante:

una grandiosa sceneggiata planetaria, a cui nessuno – tra quelli che comandano – pare che osi opporsi.


Esistono, le cure:

e sono normalissime.


Dal Covid si guarisce stando a casa, se ben curati, e subito.



Perché ricorrere ai vaccini, per una malattia così poco preoccupante, se non viene trascurata?


E che vaccini, poi: sperimentali, non testati a sufficienza.


Senza le necessarie garanzie: né sulla loro innocuità, né tantomeno sulla loro efficacia.


Follia: il governo obbliga i medici a vaccinarsi, pur sapendo che un soggetto – benché vaccinato – può rimanere contagioso.


Eppure, la religione da quell’orecchio non ci sente: già prepara i pass vaccinali, onde costringere tutti quanti, prima o poi – con le buone o le cattive, con l’arma del ricatto, con la discriminazione – a subire il cosiddetto inoculo, l’anomala pozione “genica” che, a detta degli stessi fabbricanti, non si può dire ancora quali effetti avrà, sull’organismo, nel medio e lungo termine.


Eppure, prendere o lasciare: ti devi vaccinare, se non vuoi essere espulso dalla società, dai cinema, dai treni, dai concerti.



«Vi prego, giuratemi che non è vero», direbbe un paziente risvegliatosi dal coma, se fosse entrato in letargo nel 2019. «Assicuratemi che è un sogno, un incubo terribile».


L’elenco delle nefandezze, l’inventario dell’abominio, sta già riempiendo libri, dossier, scartoffie giudiziarie.


L’inenarrabile: dalle autopsie vietate ai corpi inceneriti, dai medici radiati alle voci indipendenti censurate.


E in questa insopportabile sozzura, in questa galera a cielo aperto,
c’è chi continua a celebrare i riti democratici della politica, come se il regime religioso non esistesse neppure.


La Terra è piatta, ripete la nuova teocrazia: non avrete altro dio all’infuori del Covid.


E c’è un governo (perché un governo poi c’è sempre) che vara i suoi decreti,
disciplina la sceneggiatura del presente e tenta di plasmare un ipotetico futuro.


Ai morti parla come se fossero viventi: prefigura loro un avvenire nuovo, persino migliore del passato recente.


Nazioni intanto si fiutano tra loro, come se nulla fosse, minacciando guerre:
come avveniva prima, quando il pianeta ancora non era entrato nell’ombra cieca dell’impostura terminale, amministrata con sapienza dalla nuova religione sanitaria.

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