20 gen 2026

VALENTINO - R.I.P.

 

 

Si è spento oggi l'ultimo imperatore della moda italiana, la sua storia e come è cambiato il nostro modo di vestire.

La vita privata di Valentino Garavani, fondatore della celebre maison Valentino, ha al centro l'amore per il suo ex compagno e socio in affari Giancarlo Giammetti

Una relazione durata 12 anni, durante i quali i due hanno vissuto insieme alle loro madri fino alla loro scomparsa, Teresa Garavani nel 1977 e Lina Giammetti nel 1996.

Nato nel 1932 a Voghera, Valentino ha costruito un impero basato sull’eleganza assoluta, sul rosso che porta il suo nome e su un’estetica riconoscibile in tutto il mondo.

Dietro la carriera straordinaria di Valentino c’è anche una vita privata intensa, segnata da affetti profondi, collaborazioni indissolubili e una cerchia ristretta di persone che gli sono rimaste accanto per decenni.

Il rapporto più importante è quello con Giancarlo Giammetti, suo storico compagno e braccio destro nella costruzione della maison.

I due si sono conosciuti negli anni Sessanta e da allora non si sono più separati, né sul piano professionale né su quello personale.

Giammetti è stato il manager, il consigliere, il confidente e la persona che ha permesso a Valentino di concentrarsi esclusivamente sulla creatività.

Anche dopo la fine della loro relazione sentimentale, il legame è rimasto fortissimo: hanno spesso vissuto insieme, hanno viaggiato insieme e condividoso la loro quotidianità con un affetto che entrambi hanno definito “famiglia”.

Il loro rapporto è considerato uno dei sodalizi più longevi e solidi del mondo della moda.

Sebbene la relazione con Giammetti sia stata la più significativa, Valentino ha sempre mantenuto molta riservatezza riguardo alla sua vita sentimentale.

Nel corso degli anni ha avuto frequentazioni e legami affettivi, ma nessuno è mai stato centrale quanto quello con il suo storico compagno.

Secondo diverse indiscrezioni, lo stilista avrebbe avuto una relazione recente con Bruce Hoeksema, ex modello statunitense e fondatore del marchio VBH.

Ma nessuno dei due ha mai confermato e ci sono rarissime foto pubbliche che li ritraggono insieme.

Molto più evidente, invece, l'amore di Valentino per la bellezza, l’arte, i cani — in particolare i suoi amati carlini — e per la cerchia di amici che lo ha accompagnato per decenni: da Elizabeth Taylor a Jacqueline Kennedy, da Gwyneth Paltrow a Anne Hathaway.

Le sue relazioni più durature, al di fuori di Giammetti, sono state spesso amicizie profonde e fedeli.

Valentino Garavani non ha figli biologici, scelta che ha sempre vissuto con serenità. Nel corso della sua vita, però, ha costruito una sorta di famiglia allargata composta da persone a lui vicine, tra cui i figli di Giancarlo Giammetti, che lo considerano una figura familiare a tutti gli effetti.

 

Noi italiani con il rosso ci sappiamo fare.

Rosso pompeiano, veneziano e tiziano, rosso Ferrari e, sì, rosso Valentino.

Sarebbe a dire il mix tra carminio, porpora e cadmio (Pantone 2035) talmente calibrato da trasformarsi in un ultra-neutro eternamente moderno, notturno e femminile, eppure genderless e ageless, “immaginato” dal couturier da cui prende il nome,

Valentino Garavani, appunto, quand’era ancora un giovanotto destinato alla fama planetaria.

E che sia stato l’abito di una señora seduta all’Opera di Barcellona, a ispirarlo, oppure che ci sia lo zampino di Diana Vreeland, una delle sue potenti fate madrine americane, che di quel colore fece il suo feticcio, be’, ha davvero poca importanza stabilirlo.Search

Perché quel che conta è il modo in cui Valentino Clemente Ludovico Garavani, che l’11 maggio ha compiuto 93 anni, è riuscito a trasformare il “suo” rosso nel simbolo di una squisita epopea da Piccolo Principe di provincia (è nato a Torre Menapace, minuscolo borgo di Voghera, terra feconda di snobismi geniali, vedi Alberto Arbasino) e nella quintessenza della Dolce Vita.

Da buon papa emerito ha blandamente benedetto l’ingresso di Alessandro Michele in una maison che racconta il Made in Italy ma è nelle mani di Moza Bint Nasser, sceicca del Qatar, e, in modo via via crescente, in quelle di monsieur François-Henri Pinault.

Valentino l’italiano, dunque.

Anche se lui preferisce parlare e pensare (e arrabbiarsi) in francese. Tutt’al più in inglese.

Lui che possiede lo Château de Wideville, magione della duchessa di La Vallière e Vaujours, amante del Re Sole, ma che nelle porcellane di Meissen fa servire il risotto giallo.

Lui che a Londra cena con i Beckham, ma che poi, per il lungo addio alla moda, il 4 settembre 2007, dopo 45 anni di dedizione, si fa riallestire il Tempio di Venere da Dante Ferretti e illuminare di rosso il Colosseo.

7 gen 2026

TERRANOVA

 

Fine anni 70 sino al 2000 ho allevato prima per pura passione e poi solo posseduto, dei Cani di Terranova.

Ho iniziato con un maschio magnifico - Alex - (discendente di campioni provenienti dall'allevamento degli Angeli Neri di Loano) con il quale ho partecipato al Campionato Italiano perso allo spareggio con un altro cane - più brutto e maldestro -  però di proprietà di allevamento.....e chi poteva vincere ?

( i Giudici sono sensibili come tutti gli umani).

Se fosse diventato campione italiano, aveva già conquistato abbastanza CACIB (1° in mostre internazionali + attestato di bellezza) tali da essere riconosciuto Campione Internazionale. 

Da quella volta, ho rinunciato alle mostre. 

La femmina di nome Astra (la dolce), ha fatto delle belle cucciolate. 

La più bella femmina andò ad un allevatore di Bologna. 

Fine anni 80 acquistai una splendida femmina e riconobbi subito che era una sua figlia -Isadora -.

 

Splendidi cani i Terranova, socievoli, giocherelloni ( nonostante la stazza), pazienti con i bambini all'inverosimile. Ed abili nuotatori.

Astra portò la sua cucciolata di 6 elementi a fare un giro della costa del lago quando avevano non più di un mese e mezzo. Dovetti prendere la barca per andare a recuperarli, tanto si erano spinti lontano.

E nonostante la loro docilità, vi posso assicurare che Alex era un perfetto cane da guardia.

Gli bastava alzare il labbro ed una ringhiata, per mostrare i denti canini - appartengono al genere molossoide - sufficienti a scoraggiare qualsiasi malintenzionato.

Alex morì giovane, la sua stazza e - forse - la voracità, gli avevano creato problemi al fegato.

Ero lì ad accarezzarlo, in quel momento.

Isadora ebbe vita più lunga, più di 10 anni. Non la portai mai ad una mostra, nonostante avesse le caratteristiche per vincere e per far bene. Giocherellona, affettuosa, 50 kg. che con un balzo ti saltavano addosso e dovevi essere ben puntato per fermarla.

Ai Cani di Terranova piace prendere in bocca la mano del padrone e portarti in giro. Fa parte del loro innato istinto per il salvataggio. E poi fare il bagno con le persone e lasciare che si attacchino a loro.

Le piaceva tanto l'acqua. Non meritava di essere cremata.

La lasciai in mezzo al lago, nel suo elemento, ad inabissarsi per sempre.


Mi piacerebbe riavere un Cane di Terranova, ma ora non ho più il giardino.........chissà......... dovesse succedere un domani di averlo.

8 dic 2025

Risultato Finale

 

Ed è così che, senza accorgertene, un giorno ti svegli e scopri che:

  • le infrastrutture vitali non sono più nazionali,
  •  
  • l’esercito può intervenire ovunque,
  •  
  • big tech è un’estensione dello Stato,
  •  
  • la tua famiglia è un nodo della resilienza europea,
  •  
  • la scuola forma piccoli operatori di crisi,
  •  
  • la NATO è intrecciata all’architettura civile,
  •  
  • il bilancio UE finanzia la difesa come priorità assoluta,
  •  
  • tutto è dual-use: civile e militare insieme.

È nato un nuovo Stato.


Senza proclami.


Senza trattati

.
Senza consenso.

Si chiama Unione della Preparazione.
E funziona come gli Stati Uniti d’Europa in versione securitaria.

Bell'europa due .......

E ora il quadro completo: l’UE che diventa uno Stato senza dirlo

Quando finalmente colleghi i fili, la figura che emerge non è più quella di una “cooperazione rafforzata” o di un’ennesima riforma tecnica. 

È lo scheletro di un Super-Stato europeo costruito in silenzio, attraverso strumenti amministrativi e strategie operative invece che tramite un trattato formale.

I 13 pilastri strutturali rivelano l’intenzione reale:

  1. Norme vincolanti su sicurezza, cyber, stockpile, decrypt.
    La Commissione acquisisce il potere di definire standard obbligatori su tutto ciò che costituisce il sistema nervoso dell’Europa: reti, dati, energia, sanità, infrastrutture critiche. Inclusa la possibilità di accedere alla crittografia “in caso di emergenza”.
  2. Preparedness-by-design in ogni legge UE.
    Ogni normativa – agricoltura, trasporti, digitale, commercio – incorpora automaticamente requisiti di resilienza, come se il continente vivesse in uno stato permanente di allerta.
  3. Security & Preparedness Check obbligatorio.
    Nessuna legge vede la luce senza essere filtrata dal criterio supremo della sicurezza. È un vaglio tecnico che diventa veto politico.
  4. ECDM: la protezione civile militarizzata.
    Un meccanismo di risposta che fonde capacità civili e militari, creando un apparato operativo europeo che può superare o sostituire quello nazionale nei momenti critici.
  5. Un servizio d’intelligence europeo rafforzato.
    Le informazioni degli Stati convergono in un centro analitico comune, creando di fatto una proto-intelligence federale con capacità predittive e operative.
  6. Centri di resilienza continentali.
    Sale di controllo che monitorano 24/7 clima, energia, reti, sanità, cyber, trasporti. Sono i nuovi “occhi” dell’Unione, dotati di IA e sistemi di previsione.
  7. Flotta UE per i cavi sottomarini.
    Navi specializzate per sorvegliare, riparare e proteggere le dorsali Internet dell’Europa. Controllare i cavi significa controllare tutto il traffico digitale.
  8. Governance europea dei cavi.
    Standard comuni, registro unico, sorveglianza coordinata con la NATO.
    L’infrastruttura digitale diventa competenza sovranazionale.
  9. Fondi centralizzati per difesa e sicurezza.
    Bruxelles gestisce mezzi e risorse che prima erano competenza esclusiva degli Stati: industria bellica, droni, cybersecurity, supply chain strategiche.
  10. Mobilitazione del settore privato.
    Le aziende critiche diventano ingranaggi della sicurezza europea, obbligate a condividere dati, eseguire audit, mantenere continuità produttiva e applicare standard comuni.
  11. Riforma del bilancio UE con quota minima del 20% destinata alla sicurezza.
    Una scelta di bilancio che equivale a una dichiarazione politica: la sicurezza è la nuova identità strategica dell’Unione.
  12. BEI come banca della sicurezza.
    La Banca Europea per gli Investimenti finanzia infrastrutture, flotte, stoccaggi, droni, data center. Diventa il motore finanziario della nuova architettura europea.
  13. Educazione civica alla resilienza.
    Le scuole formano cittadini addestrati alla gestione del rischio, alla cyber-igiene, alle emergenze: non più osservatori, ma co-operatori del sistema di sicurezza.

Quando metti insieme questi elementi, capisci che non serve un nuovo Trattato: basta il combinato disposto.
L’Europa non cambia forma attraverso un atto costituente, ma attraverso una progressiva integrazione funzionale, dove la sovranità scivola silenziosamente da sud a nord della struttura istituzionale — dagli Stati alla Commissione.

 

Bell'europa .....ahahahahahah

 

La Strategic Agenda 2024-2029 aveva già preparato il terreno affermando la necessità di un’“Europa più forte, più sicura, più preparata”, con approccio all-hazards e whole-of-society: quando un’istituzione usa quel linguaggio, non sta più parlando di protezione civile. 

Sta parlando di un modello di governo totale della società.

Vediamo allora, una per una, le 30 azioni, integrate nei 13 pilastri strutturali, per mostrare come – senza che nessuno lo noti – l’UE si sta trasformando negli USE, gli Stati Uniti d’Europa, versione securitaria.

1. PREVISIONE E CONTROLLO: LE AZIONI 1–5 (Il nuovo occhio di Bruxelles)

Azione 1 – Il Meta-Centro Europeo di Foresight

Il cuore della strategia è un sistema di previsione che aggrega dati da:

  • Stati membri,
  • sistemi sanitari,
  • forze di sicurezza,
  • big tech (Microsoft, Google, Amazon, Palantir),
  • infrastrutture critiche,
  • reti climatiche,
  • piattaforme finanziarie,
  • intelligence europea.

Un’unica piattaforma, capace di simulare shock economici, pandemici, cyber, energetici.
È la nascita del cervello centrale europeo.

Azione 2 – L’Osservatorio delle Minacce Ibride

Cyber, clima, salute, geopolitica, terrorismo, disinformazione, supply chain: tutto confluisce in un unico pannello di controllo.
La definizione di “minaccia” viene ampliata a piacimento: una criticità logistica, un trend social, un picco di clima anomalo, una vulnerabilità informatica, tutto può attivare procedure emergenziali.

Azione 3 – Simulazioni permanenti

Digital twins dell’intera società europea: infrastrutture, ospedali, reti elettriche, porti, aeroporti, scuole, industrie.
La simulazione diventa governance: ciò che può andare storto va regolato, anche se non è ancora accaduto.

Azione 4 – Allineamento forzato delle agenzie UE

Europol, ENISA, ECDC, EMA, EFSA, Frontex: tutte sincronizzate in un’unica logica operativa.
La pluralità delle competenze scompare, resta solo l’uniformità.

Azione 5 – Riprogrammazione degli Stati membri

Gli Stati vengono “formati” a usare i nuovi strumenti. Cioè obbligati a uniformare procedure, raccolta dati e protocolli decisionali.
Di fatto si crea una catena di comando verticale senza dichiararla.

2. PRENDERSI LE FUNZIONI VITALI: AZIONI 6-14 (Il cuore dello Stato europeo)

Azione 6 – Blindatura delle infrastrutture critiche

Energia, acqua, gas, reti elettriche, data center, trasporti, ospedali: tutto viene classificato come “critico” e trasferito sotto protocollo UE.
Un’infrastruttura nazionale non esiste più: è un nodo della rete europea.

Azione 7 – Obblighi di resilienza industriale

Le aziende essenziali sono obbligate a investire in:

  • cyber-sicurezza avanzata,
  • ridondanza fisica,
  • continuità operativa,
  • audit annuali,
  • sistemi anti-sabotaggio.

Molte PMI non reggeranno: l’UE vuole colossi, non botteghe.

Azione 8 – Il Megastock europeo

Bruxelles crea scorte continentali di:

  • medicinali,
  • dispositivi medici,
  • carburanti,
  • microchip,
  • materie prime critiche,
  • apparecchiature telecom.

È un arsenale civile che funziona come un arsenale militare.

Azione 9 – Catena di comando energetica

In caso di crisi, l’energia viene gestita dall’UE.
Stati, ENEL, EDF, E.ON, RWE, OMV… tutti subordinati alla “Continuità Energetica Europea”.

Azione 10 – Sicurezza alimentare sovranazionale

L’UE monitora:

  • produzione,
  • importazioni,
  • logistica,
  • stoccaggi,
  • distribuzione.

Il cibo diventa una materia di sicurezza come i carburanti.

Azione 11 – Telecomunicazioni come infrastruttura militare

5G/6G, satelliti, cavi sottomarini, data center: tutto integrato.
Nasce una rete europea anti-frammentazione, con protocolli anti-interruzione.

Azione 12 – Finanza critica sotto autorità europea

Stress test, scenari di rischio, cyber simulazioni sulle banche e sulla BCE.
È la premessa operativa di un Tesoro europeo.

Azione 13 – Corridoi logistici europei

Strade, porti, ferrovie, aeroporti: tutti mappati come potenziali corridoi d’emergenza.
La mobilità non è più solo economia: è strategia di difesa.

Azione 14 – Industrial readiness 24/7

Le industrie critiche devono garantire produzione anche:

  • sotto attacco cyber,
  • in blackout,
  • in guerra,
  • in pandemia.

È la definizione stessa di “economia di guerra”.

3. EDUCARE IL CONTINENTE ALL’EMERGENZA: AZIONI 15–18

Azione 15 – Pedagogia della resilienza

Campagne pubbliche per insegnare ai cittadini:

  • scorte minime,
  • comportamenti corretti,
  • come reagire a un blackout,
  • come muoversi durante un attacco cyber.

Azione 16 – La scuola della nuova normalità

Nei programmi scolastici entrano:

  • difesa civile,
  • gestione crisi,
  • cyber hygiene,
  • risk awareness.

Si forma la prima generazione cresciuta in stato di preparazione.

Azione 17 – Linee guida domestiche vincolanti

Ogni famiglia deve poter sopravvivere 72 ore.
La UE entra simbolicamente nelle case.

Azione 18 – Esercitazioni civili europee

Evacuazioni, blackout simulati, test cyber.
L’intera popolazione diventa parte dell’“ecosistema di allerta”.

4. L’ECONOMIA AL SERVIZIO DELLA DIFESA: AZIONI 19–22

Azione 19 – Accordi pubblico-privato obbligati

Le aziende critiche diventano parte del sistema di preparazione.
Non partnership: co-gestione.

Azione 20 – Centri di condivisione delle minacce

Le imprese devono condividere ogni incidente, vulnerabilità, breach.
Finisce il segreto industriale.

Azione 21 – Standard europei di continuità aziendale

Chi non rispetta gli standard UE è fuori dalle supply chain europee.

Azione 22 – Big Tech come organi dello Stato

Microsoft, Amazon, Google e Palantir entrano strutturalmente nei protocolli di emergenza.
La sovranità tecnologica europea, di fatto, non esiste.

5. LA FUSIONE CIVILE-MILITARE: AZIONI 23–25

Azione 23 – Esercitazioni integrate

Eserciti + protezione civile + ospedali + infrastrutture.
È la normalizzazione della difesa integrata.

Azione 24 – Interoperabilità assoluta

Sanità, logistica, comunicazioni, droni: tutto dual-use.
La distinzione tra civile e militare evapora.

Azione 25 – Uso legittimo dell’esercito nelle crisi civili

Il tabù europeo cade definitivamente.
Formalmente eccezionale, operativamente normalizzato.

6. IL COMANDO CENTRALE EUROPEO: AZIONI 26–28

Azione 26 – La Centrale Europea delle Crisi

È la “sala di regia” del continente.
Un Hub 24/7 collegato a:

  • intelligence,
  • Stati membri,
  • eserciti,
  • agenzie UE,
  • imprese strategiche.

Azione 27 – rescEU diventa la forza operativa europea

Flotte antincendio, mezzi sanitari, aerei cargo, stoccaggi.
rescEU passa da supporto a braccio operativo dell’Unione.

Azione 28 – Sistema europeo unico di allerta

Un solo messaggio, un solo tono, una sola narrativa del rischio.
La percezione della crisi diventa standardizzata.

7. L’EUROPA COME POTENZA DI SICUREZZA: AZIONI 29–30

Azione 29 – Allineamento strategico con NATO, G7, ONU

Standard comuni, interoperabilità totale.
L’UE non chiede più: ordina le condizioni per cooperare.

Azione 30 – Stabilizzazione dei Paesi vulnerabili

Investimenti nelle loro infrastrutture critiche per “contenere” crisi future.
È la geopolitica preventiva dell’UE.

18 giu 2025

LA REALTA'

 Quarantadue anni fa veniva arrestato Enzo Tortora,
una vita distrutta dal connubio tra pubblici ministeri e giudici.

Il suo ricordo viene celebrato alla vigilia dell’approdo in Senato della legge
che della battaglia combattuta da Tortora fino alla morte è la prima conseguenza concreta:

la separazione delle carriere tra chi accusa e chi giudica,

la riforma costituzionale che per decenni è stata bloccata dall’Associazione nazionale magistrati.  

L’uomo che era una presenza familiare, rassicurante, nei salotti degli italiani
e che una mattina d’estate venne trascinato via in ceppi,
marchiato come narcotrafficante e complice di camorristi.

I pentiti avevano inventato tutto, per offrire ai «loro» pm
la preda che li avrebbe fatti diventare famosi.

Né i magistrati della Procura né i loro colleghi del tribunale
si fermarono davanti alla inverosimiglianza, alle contraddizioni,
agli elementi a favore.

"Oggi siamo qui per mio padre
e per tutte le persone che non possono essere qui.
Sono tante, troppe.

Il nostro compito è quello di portare avanti la loro voce.

"L’Associazione nazionale magistrati"

ha detto che non è il caso di istituire una giornata
per le vittime degli errori giudiziari,
perché questo avrebbe gettato discredito sulla magistratura.

Trovo folle che in Italia per istituire una giornata del genere,
quando ne abbiamo una per qualsiasi cosa,

si debba ascoltare "l’Anm".

Un sintomo preoccupante della nostra politica.


Ma a noi non interessa e oggi la celebriamo lo stesso”.  

16 gen 2025

GLI IGNORANTI

 Professionisti, medici e psicoterapeuti agiscono per protocolli, 

ridotti a meri esecutori di istruzioni ricevute, le nuove indiscutibili tavole della legge.  

Cavalli alla stanga con il paraocchi. 

La differenza con il passato è che l’ignoranza odierna è dotata di titoli accademici, 

quindi arrogante, saccente. 

Con fatalismo contadino un personaggio de La Luna e i falò di Cesare Pavese esclama: 

gli ignoranti saranno sempre ignoranti 

perché la forza è nelle mani di chi ha interesse 

che la gente non capisca. 

 L’astuzia contemporanea è averci convinto di essere diventati sapienti, colti, riflessivi. 

Le ultime generazioni stanno perdendo non solo saperi, conoscenze, ragione critica, 

ma abilità antiche come la scrittura.


Colse perfettamente nel segno Gunther Anders ne L’uomo è antiquato, oltre sessanta anni fa. 

Intuì la deriva trans e anti umana della tecnologia e il divario insanabile – lo definì dislivello prometeico- che allontana sempre più l’essere umano dai suoi stessi prodotti, appartenenti al dominio della tecnica.

Ne riassumiamo un brano illuminante, scritto agli albori della televisione, quando ancora la pubblicità non era così pervasiva, Internet non esisteva e la rivoluzione tecnologica basata sull’informatica era lontanissima.

"Per reprimere preventivamente qualsiasi rivolta è importante non ricorrere alla violenza. 

I metodi violenti sono diventati obsoleti. 

Basterà creare un condizionamento collettivo così potente 

che nella mente degli uomini non sorgerà nemmeno l’idea di ribellarsi. 

L’ideale è formattare gli individui fin dalla nascita, limitandone le capacità biologiche innate. 

Il condizionamento continuerà riducendo la qualità dell’istruzione 

per trasformarla in una forma di apprendistato lavorativo. 

Un individuo non istruito ha un orizzonte di pensiero limitato 

e quanto più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni materiali e mediocri, 

tanto meno potrà ribellarsi. 

Si farà in modo che l'accesso alla conoscenza sia sempre più difficile ed elitario; 

si approfondirà il divario tra il popolo e la scienza.

L’informazione destinata al grande pubblico sarà depurata da ogni contenuto sovversivo 

( ossia antagonista). 

Soprattutto, nessuna filosofia. 

Anche in questo caso bisognerà ricorrere alla persuasione e non alla violenza diretta:

 saranno diffusi massicciamente attraverso la televisione spettacoli che anestetizzano la mente, 

lusingando il registro emotivo, istintivo.

Le menti verranno occupate con ciò che è futile e giocoso. 

I discorsi e la musica incessanti sono utili per impedire alla mente di riflettere.

La sessualità sarà al primo posto tra gli interessi umani

Come anestesia sociale, non c'è di meglio. 

Si farà in modo che venga bandita la serietà dell’esistenza, 

sia ridicolizzato tutto ciò che ha un valore elevato, 

si mantenga una costante apologia della leggerezza, 

affinché l’euforia della pubblicità, del consumo diventi norma della felicità umana e modello di libertà. 

Il condizionamento produrrà un’integrazione tale che l’unica paura (che dovrà essere mantenuta) 

sarà quella di essere esclusi dal sistema 

e quindi non poter accedere alle condizioni materiali necessarie per raggiungere la felicità.  

L’uomo massa così plasmato deve essere trattato per quello che è: 

un prodotto, un vitello, e deve essere controllato come va controllata una mandria.


Qualsiasi dottrina che metta in discussione il sistema deve essere descritta come sovversiva 

e terroristica, e coloro che la sostengono devono essere trattati come tali."

15 nov 2024

EH GIA', DOPO..........ESCONO GLI STUDI

 Uno studio sottoposto a revisione paritaria rivela un aumento del 1.236% dei decessi per arresto cardiaco tra 2 milioni di individui vaccinati contro il COVID-19. 

Il mese scorso,lo studio intitolato "Arresto cardiopolmonare in eccesso e mortalità dopo la vaccinazione contro il COVID-19 nella contea di King, Washington" è stato pubblicato ufficialmente sul Journal of Emergency Medicine: Open Access.

📝 Introduzione: Dall'inizio delle campagne di vaccinazione di massa contro il COVID-19, sono emerse preoccupazioni riguardo agli eventi avversi cardiovascolari gravi derivanti dalla vaccinazione su larga scala. 

Questo studio ha l'obiettivo di stimare la mortalità in eccesso per arresto cardiopolmonare nella contea di King, WA, e di indagare una possibile associazione con i tassi di vaccinazione contro il COVID-19.

🧪 Metodi: È stata condotta un'analisi esplorativa dei dati. 

Sono state eseguite analisi comparative per valutare i cambiamenti nel numero totale di interventi dei servizi medici di emergenza (EMS) nel tempo. 

Le morti in eccesso sono state calcolate utilizzando la linea di tendenza della mortalità per arresto cardiopolmonare nel periodo 2015-2020. 

La relazione tra la mortalità in eccesso per arresto cardiopolmonare e i tassi di vaccinazione è stata analizzata attraverso un'analisi di regressione polinomiale. (vecchia matematica)

📊 Risultati: Circa il 98% della popolazione della contea di King ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro il COVID-19 entro il 2023. 

Al 2 agosto 2024, ci sono stati circa 589.247 casi confermati di COVID-19 nella contea di King. 

Nel 2021-2022, il numero totale di interventi EMS (Servizi Medici di Emergenza ) nella contea di King è aumentato bruscamente del 35,34% rispetto al 2020 e dell'11% rispetto agli anni pre-pandemia. 

I casi di "morte evidente" all'arrivo degli EMS sono aumentati del 19,89% nel 2020, del 36,57% nel 2021 e del 53,80% nel 2022 rispetto alla media del 2017-2019. 

Abbiamo riscontrato un aumento del 25,7% degli arresti cardiopolmonari totali e un aumento del 25,4% della mortalità per arresto cardiopolmonare dal 2020 al 2023 nella contea di King, WA. 

Si stima che gli arresti cardiopolmonari fatali in eccesso siano aumentati del 1.236% dal 2020 al 2023, passando da 11 morti in eccesso (IC 95%: -12, 34) nel 2020 a 147 morti in eccesso (IC 95%: 123, 170) nel 2023. 

È stato osservato un aumento quadratico della mortalità in eccesso per arresto cardiopolmonare con l'aumento dei tassi di vaccinazione contro il COVID-19. 

La popolazione generale della contea di King è diminuita bruscamente dello 0,94% (21.300 persone) nel 2021, deviando dalla dimensione della popolazione prevista. 

Applicando il nostro modello a livello nazionale negli Stati Uniti, sono stati stimati 49.240 arresti cardiopolmonari fatali in eccesso dal 2021 al 2023.

📢 Conclusioni: Abbiamo identificato un'associazione significativa di tipo ecologico e temporale tra gli arresti cardiopolmonari fatali in eccesso e la campagna di vaccinazione contro il COVID-19. 

L'aumento delle morti in eccesso per arresto cardiopolmonare può anche essere attribuito all'infezione da COVID-19 e alle interruzioni dell'assistenza d'emergenza durante la pandemia. 

È urgente condurre ulteriori ricerche per confermare le nostre osservazioni, con particolare attenzione alla mitigazione del rischio di nuovi eventi e al miglioramento della sopravvivenza attraverso la rianimazione.

Nicolas Hulscher, MPH - Epidemiologist and Foundation Administrator, McCullough Foundation.

LENTAMENTE, LA VERITA' SI FA STRADA

 La sentenza emessa dal Tribunale di Velletri lo scorso 24.10.2924 e che ha annullato il provvedimento di sospensione di una lavoratrice inadempiente all'obbligo vaccinale, dichiarando illegittima la sospensione e la mancata retribuzione, ha una portata davvero dirompente.

Non si basa su alcun convincimento personale del giudicante, su alcuno studio scientifico (sempre opinabile se non "allineato", in base a quella che è stata eletta la scienza ufficiale, unica depositaria del vero). 

Essa si basa sulla violazione di legge da parte di chi ha imposto l'uso di questi prodotti che, appunto, sono stati utilizzati al di fuori delle indicazioni terapeutiche previste nei propri RCP: prevenzione della malattia covid-19.

Sappiamo invece che il loro uso è stato imposto per la prevenzione dell'infezione da virus Sars-Cov2, ma questo è dunque un uso off label, ossia al di fuori delle indicazioni proprie del prodotto.

È stata, finalmente, messa in luce la violazione della norma in base alla quale viene strutturato l'uso off label di un farmaco, ergo il suo utilizzo per una indicazione terapeutica diversa da quella per cui è stato autorizzato (Legge 648/1998). 

Il giudice ha accertato che non è stato autorizzato quanto previsto, appunto, per l'uso off label di un farmaco, dalla Commissione scientifica ed economica di AIFA, l'utilizzo a carico del SSN di un vaccino per la prevenzione della trasmissione del virus Sars-Cov2.

Questo non è avvenuto perché mancavano i presupposti essenziali: cioè 

1) la non esistenza di una alternativa terapeutica valida; 

2) studi conclusi e pubblicati di fase II che dimostrano un'efficacia adeguata con profilo di rischio accettabile per l'indicazione richiesta (prevenzione dell'infezione); 

3) la pubblicazione in GU e poi in apposito elenco sul sito di AIFA; 4) si tratti di soggetti affetti da quella certa patologia individuata.

Va inoltre considerato che il medico che prescrive un farmaco per uso off label lo fa sotto la sua diretta responsabilità raccogliendo un consenso ben specifico e dettagliato del paziente. Dunque, in tal caso è stato pure violato il diritto delle persone a prestare un consenso realmente libero e dettagliatamente informato.

Il giudice della sentenza di Velletri ha formulato i suoi quesiti ad un CTU che ha fatto emergere delle verità sostanziali: 

su che base potevano essere vaccinate le persone guarite? 

La stessa Pfizer aveva dichiarato che i guariti non avevano fatto parte della sperimentazione e, proprio per questo, essi non sono menzionati nelle schede tecniche.

Ecco che si individua una faglia importantissima: 

non poteva essere somministrata neppure una dose né si poteva -come invece si è fatto- parlare del lasso di tempo necessario da far intercorrere tra una vaccinazione e la dose successiva, proprio perché mancava (e manca) indicazione terapeutica al riguardo che potesse far ritenere sicura la vaccinazione dei soggetti con pregressa storia di malattia o semplicemente di infezione.

Considerando pure che i soggetti guariti sono comunque sani e l'uso off label di un farmaco prevede il suo utilizzo solo sulle persone ammalate, ecco che ciò che emerge è la pura violazione di legge, cosa che a prescindere da qualsiasi orientamento del giudicante (pro o contro questi "vaccini") è in dato oggettivo.

 
Avv. Manola Bozzelli

Aggiungiamo che il CTU, stante la differenza tra malattia (covid-19) e virus (Sars-Cov2), ha messo in luce pure il fatto che le persone vaccinate sono state indotte a ritenere falsamente di non essere infettive, abbandonando quegli accorgimenti che potevano rivelarsi utili, nei confronti delle persone fragili, come ad es. il distanziamento.

Quindi i veri untori erano e sono stati tutti quelli che- falsamente informati - erano stati vaccinati.