4 dic 2015

SCIE CHIMICHE

Nel profondo Nordest c’è chi si impegna a denunciare all’opinione pubblica quello che sarebbe forse il più grande complotto in atto ai danni dell’umanità: la geo-ingegneria, ovvero la modificazione e il controllo del clima. È con questo intento che da quasi un anno Cristiano Di Paolantonio ha attivato a Pordenone il presidio “Stop Scie Chimiche”.
Chi siete e cosa denunciate?
Siamo un presidio contro la geo-ingegneria, ossia la modificazione del clima. È stata un’idea mia e di mio fratello nata spontaneamente, perché l’unico modo di far sapere alla gente cosa sta succedendo arrivando a tutti è esserci non virtualmente, ma fisicamente. Di qui l’idea del presidio permanente. Siamo l’unico in Europa. Gli unici “fuori di testa”.
Riesci a riassumere in breve per chi si informa unicamente sui media tradizionali la verità del sistema in cui viviamo? Ovvero, chi sta facendo cosa e perché? 
Diciamo che ci stiamo arrivando. Le informazioni che girano sono tante. La cosa certa è che la geo-ingegneria è sotto gli occhi di tutti. In internet si può trovare l’ “Accordo sulla modificazione del clima Usa-Italia” firmato dai governi Bush e Berlusconi nel 2001. È un capitolato di 50 pagine, incompleto, perché quando vengono pubblicate informazioni che dovrebbero essere segrete vuol dire che sono state appositamente filtrate, dove però si possono leggere i partecipanti a questo progetto, che sono soprattutto enti pubblici e multinazionali private. Il clima è già in mano loro. I voli sono 24 ore su 24. Solo in Italia si spendono circa 22 milioni di euro al giorno. Molto spesso vengono usati aerei low cost, quindi la crisi mondiale è servita anche a questo, con diverse compagnie sull’orlo del fallimento che si sono asservite totalmente a questi fini. Loro creano shock termici, facendo crollare la temperatura di notte, soprattutto durante la semina. Poi verso il periodo del raccolto creano le cosiddette “bombe d’acqua”, anch’esse create ad hoc. E lo fanno in tutto il mondo.
Ma quale sarebbe il “grande piano”?
L’obbiettivo è il controllo totale del destino umano, perché vien da sé che anche se esistono piccole realtà fuori dal sistema globale, quando controlli il clima controlli tutti. Inoltre, come se tutto ciò non fosse un’arma già abbastanza potente, viene anche utilizzato come diversivo, perché distrae l’attenzione da altre cose che stanno avvenendo a terra.
Cioè, le scie chimiche sarebbero sia un’arma in senso stretto, sia un’arma di distrazione di massa?
Esatto. Via internet vengono diffuse tantissime di false informazioni, nelle quali ci siamo imbattuti anche noi, ad esempio su avvelenamenti da bario o alluminio, che abbiamo capito non essere possibili a concentrazioni tanto elevate. Anche perché rimarrebbero contaminati anche quelli che portano avanti le irrorazioni, mentre loro non vogliono far fuori la manovalanza, ma schiavizzarla e portarla in un gioco di psicosi e nevrosi per renderla più manovrabile.
Quali sono i rischi per la salute e l’ambiente di queste irrorazioni?
Il rischio è soprattutto per l’ecosistema, in quanto viene amplificato a dismisura l’effetto serra. Prendiamo l’Italia, che ha un’economia basata sul mercato agroalimentare e turistico. Facendo fallire con la guerra climatica questi settori, noi perdiamo la nostra forza e non ci possiamo permettere di ipotizzare un’uscita dall’euro, che è quello che loro – i politici/parassiti – vogliono, ovvero schiavizzarci all’infinito. La guerra climatica serve ad asservirci alle corporation come la Monsanto. Non ci sono invece rischi diretti per la salute. Vogliono farcelo credere, in modo da sviare l’attenzione e da ridicolizzare chi li combatte.
In cosa consiste l’attività del presidio?
Per esempio, a febbraio abbiamo organizzato la più grande conferenza sulle scie chimiche mai fatta in Europa, alla quale hanno partecipato più di 1000 persone. Quando inizi una battaglia di questo tipo, senza legami politici e contro tutti, avvengono sabotaggi di ogni tipo. E visto che non ti puoi fidare di nessuno, non studiamo mai nessuna strategia. Ci muoviamo a intuito, siamo dei cani sciolti. Niente associazione, il nostro è un gruppo aperto e non ci interessa fare numero. Ci interessa solo denunciare volta per volta le cose che scopriamo, distribuendo volantini o attraverso la nostra pagina Facebook. Anche se io sono contrario a Facebook. Non ce l’ho e non aprirò mai un profilo, perché è una trappola ideata dal sistema per creare delle fazioni contrapposte, come nella politica, polarizzando la coscienza delle persone per non farle uscire da questo giogo.
Avete avuto qualche risposta dalle istituzioni?
No. Sarebbe come chiedere alla mafia di ammettere di essere mafiosi. Non lo farebbe mai. Non ci interessa ottenere risposte da loro, perché sarebbe impossibile.
Avete mai avuto problemi con le autorità a causa della vostra attività?
No, perché non facciamo mai niente di illegale. Anzi, la Digos ci tutela, perché vuole sapere come ci muoviamo. Ci danno le autorizzazioni perché ci vogliono controllare. Tuttavia abbiamo subito diversi tentativi di sabotaggio e abbiamo un sospetto sugli autori.
Come ha risposto la cittadinanza alla presenza del presidio?
Bene. Abbiamo riscontrato interesse da parte di persone di tutte le età, che quando vedono documenti come l’accordo Usa-Italia iniziano a ragionare.
Cosa rispondi a chi deride le vostre teorie?
Noi non facciamo parte né dei negazionisti né dei complottisti, non siamo dei montati o dei fanatici. Siamo “possibilisti”. Se qualcuno ci deride per questo non ci fa né caldo né freddo. Il problema vero è che il 90% dei profili e delle pagine Facebook che si occupano dell’argomento sono dei fake gestiti dalla Digos per creare una rete il più grande possibile dove far finire tutti i pesci. Chi deride l’argomento fa parte dello stesso gruppo di chi combatte contro la geo-ingegneria.
Come mai, se ormai la verità è venuta a galla, il mondo non si è ancora rivoltato contro i poteri occulti che lo manovrano?
Per un motivo semplice: la gente è abituata a non combattere, perché ci viene insegnato che c’è sempre qualcosa da perdere. Per me quando combatto c’è sempre qualcosa da guadagnare, ma la maggior parte della gente ragiona nel modo opposto: “cosa posso guadagnare dal non lottare”?
In definitiva, come possiamo salvarci?
In questo momento è impossibile pensare di fermare le scie chimiche. Sarebbe fanatismo pensarlo. Il potere è in mano loro sotto tutti i punti di vista. Noi possiamo solo salvare la nostra mente dall’essere completamente asservita al potere, combattendo giorno per giorno le ingiustizie sotto ogni fronte della vita quotidiana e risvegliare la coscienza degli altri.